ROMA – Invalido al 67% per poter lavorare regolarmente, ma abbastanza in forma per partecipare a gare di ciclismo. Il Messaggero scrive che un ortopedico dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù rischia il rinvio a giudizio per falso. A denunciare l’accaduto, scrive il quotidiano, anche il presidente dell’ospedale pediatrico.
Il pm Maria Cordova ha aperto un fascicolo nel 2010 ed ora ha notificato agli indagati l’avviso di conclusione delle indagini. Oltre all’ortopedico sono indagati anche i medici della Als Roma A che negli anni tra il 2009 ed il 2010 hanno certificato l’invalidità del medico.
Il Messaggero scrive che tutto iniziò con una denuncia anonima nel 2010, quando al direttore delle risorse umane dell’ospedale furono inviate le foto dell’ortopedico invalido mentre partecipava alla maratona in bici “Dles Dolomites” in Trentino:
“Il dottor Fortunato Testa, il 4 luglio 2010, aveva percorso su due ruote ben 55 km, pedalando instancabile per 4 ore e 8 minuti. Peccato che, nello stesso periodo, usufruisse anche delle facilitazioni lavorative riservate al personale con invalidità fisica, certificata da una commissione della Asl Roma A. Ora testa rischia di finire sul banco degli imputati con l’accusa di falso, insieme agli otto camici bianchi che gli hanno riconosciuto quella invalidità calcolata al 67 per cento”.
La prima certificazione di invalidità arrivo il 9 luglio 2009 quando la commissione della Asl Roma A riconobbe all’ortopedico una “invalidità con riduzione permanente della capacità lavorativa”, causata da frattura multiple inseguito ad un incidente con la bici nel 2009 ed uno in moto del 1994.
L’invalidità fu poi confermata, scrive il Messaggero, con un certificato Inps del 28 aprile 2010 e con un nuovo accertamento presso l’Asl Roma A del 3 maggio 2010.
Nonostante il 25 febbraio 2009 il servizio di Medicina del Lavoro dell’ospedale Bambino Gesù dichiarò il medico “idoneo con limitazioni” e successivamente idoneo a svolgere tutte le mansioni, scrive il quotidiano, l’ortopedico chiese di essere esonerato:
“In una lettera datata 9 febbraio 2010, Testa chiedeva di essere esonerato da “turni che richiedono lavoro notturno come guardie e reperibilità” e anche da “attività pesanti e gravose”. Nelle stesse righe lamentava inoltre “l’insorgenza di un’ernia inguinale sinistra meritevole di un intervento chirurgico”, allegando certificati e documentazioni mediche. Nel marzo dello stesso anno era stato dichiarato idoneo a lavoro a patto di “evitare posture erette prolungate, turni di guardia, reperibilità notturna per 12 mesi”. Quattro mesi dopo, con la pettorina 6953 sulla maglietta si era invece classificato 159° alla maratona in provincia di Bolzano, lasciandosi dietro alle spalle 123 concorrenti”.