Melania Rea, dal Dna ai colpi post mortem. Il corpo "parla"

ASCOLI PICENO, 16 LUG – ''Aspettiamo che il corpo parli'', aveva detto alle prime battute del caso uno dei magistrati che conducono l'inchiesta per il brutale omicidio di Melania Rea, la ventinovenne di Somma vesuviana scomparsa ad Ascoli Piceno il 18 aprile e ritrovata due giorni dopo uccisa a coltellate nel Bosco delle Casrmette a Ripe di Civitella (Teramo).

E il povero corpo martoriato della giovane donna, per la cui uccisione la Procura di Ascoli ha chiesto al gip l'arresto del vedovo Salvatore Parolisi, ha parlato con un linguaggio tradotto dall'anatomopatologo Adriano Tagliabracci, che ha effettuato l'autopsia a due riprese, e ha consegnato la sua relazione nei giorni scorsi.

Molti i particolari emersi, o confermati oppure meglio focalizzati sulla dinamica della morte. Melania e' stata aggredita all'improvviso alle spalle, mentre aveva i pantaloni abbassati, probabilmente per fare pipi', un gesto che denota l'assenza di minacce. Il fatto e' avvenuto nel Bosco delle Casermette, che ormai e' certo e' il luogo del delitto. Sul corpo sono state trovate varie tracce di Dna: di Salvatore Parolisi sulla bocca (labbra e gengive) lasciato poco prima della morte. Potrebbe essere stato un bacio, oppure la mano di lui che ha cercato di non farla urlare.

I risultati dell'autopsia aprono anche lo scenario della presenza di una persona estranea. Tracce di Dna femminile (insieme a quello di Melania) sono state trovate sotto l'unghia dell'anulare sinistro, il dito dell'anello di fidanzamento, trovato a una certa distanza del cadavere, come se fosse stato lanciato o schizzato via durante la colluttazione. Ma la sequenza dei colpi – quelli mortali inflitti con un coltello, quelli post mortem con un altra arma, un punteruolo, molte ore piu' tardi, forse addirittura uno o due giorni dopo, a ridosso della scoperta del cadavere – suggerisce un altro giallo: chi e' andato a infierire sul corpo mentre nella zona erano in corso battute di ricerche della donna, che all'inizio si pensava potesse essersi allontanata volontariamente? Impossibile che lo abbia fatto il marito il giorno della scomparsa, in cui era circondato da parenti e altre persone. Improbabile, ma non impossibile, che possa averlo fatto nei giorni successivi, anche se ci sono dei ''buchi'' ancora da chiarire. Ma l'ipotesi che ci possa essere stato un complice viene ritenuta non infondata da chi indaga e sarebbe anche accennata nella richiesta di arresto del caporalmaggiore.

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Emiliano Condò