TERAMO – Il Gup, Marina Tommolini, ha posto ai periti una serie di quesiti riguardanti, in particolare: l'ora della morte di Melania; la presenza della giovane madre sul pianoro di Colle San Marco; la dinamica del delitto; l'esame saliva trovata nella bocca di Melania.
In primo luogo, l'ora della morte, stabilita in base ai tempi di assimilazione della caffeina e sulla valutazione del contenuto gastrico indicati dal consulente tecnico dell'accusa, il professor Adriano Tagliabracci. Non e' possibile stabilire che Melania Rea sia morta tra le 13.30 e le 14.30 del 18 aprile, dice la difesa dell'unico accusato: quello spazio temporale coincide con lo stesso in cui l'alibi di Parolisi non regge, in bilico sulla sua effettiva presenza sul pianoro di Colle San Marco con la famigliola alla ricerca della moglie scomparsa nel nulla.
Melania era sul pianoro, lo direbbe – secondo la difesa – una flebile traccia di una cella agganciata dal suo cellulare, in un punto in cui anche Piergiorgio, un cane molecolare che una perizia della Procura ha definito ''inaffidabile'', fiuto' odori della vittima.
Poi la dinamica dell'omicidio.
Infine, la presenza di tracce di saliva, molto probabilmente per un bacio, e' durevole perche' in un cadavere la lingua e le labbra nel loro movimento non possono cancellarle. Dunque, chi l'ha uccisa sarebbe stato anche l'ultimo a baciarla.
Il responso su questi quesiti avverra' nell'udienza del 13 luglio.
Gli avvocati di Salvatore Parolisi, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione. L'avvocato della famiglia Rea, Mauro Gionni, ha riferito di aver eccepito al gup la non opportunita' che uno dei periti incaricati dal giudice collabori con lo studio di un perito della difesa, ma la Tommolini ha risposto di essere a conoscenza di questo particolare e che non vi e' alcun pregiudizio.