L’affetto per il cane Athos non gli ha fatto pensare ai rischi che poteva correre: per questo Pietro De Marco, 50 anni, originario di Licata, non ha avuto esitazioni nel gettarsi in mare per tentare di recuperare la mascotte della ‘Jolly Amaranto’, la nave mercantile rimasta in balia delle onde per un’avaria al motore per due giorni al largo della costa egiziana. Adesso De Marco, soccorso da altri marinai perché ha rischiato di annegare, è in albergo, al sicuro, e anche se fortemente provato sta bene.
”Ho parlato con Pietro pochi minuti fa – racconta il cognato Gibaldi – è in albergo, lo hanno sottoposto a visite mediche e sta bene. Ha soltanto dei graffi perché si è buttato in mare per salvare la mascotte della nave, il cane Athos. Mi ha raccontato che era affezionato a quel cane e non voleva farlo morire per questo ha sfidato ogni rischio e il mare in tempesta per portarlo in salvo. L’animale però – spiega il cognato di De Marco – era di grossa taglia e non è riuscito a portarlo in salvo. Anche se lui è un tipo molto razionale e freddo, è davvero molto provato e non vede l’ora di poter riabbracciare la figlia dodicenne e la moglie. Sono in attesa di avere qualche vestito e nelle prossime ore dovrebbero tornare a casa. Sarà a Licata, così mi ha detto – conclude Gibaldi – entro domani, dopodomani mattina al massimo”.
[gmap]