PERUGIA, 26 GIU – Per Mario Alessi, Rudy Guede gli avrebbe confidato in carcere che Raffaele Sollecito e Amanda Knox non c' entrano con l'omicidio di Meredith Kercher. Gia' interrogato dai pm, l'ivoriano ha pero' negato qualsiasi confidenza e domani sara' sentito come testimone nel processo d'appello ai due giovani. In una settimana che potrebbe essere decisiva per il loro futuro. Entro giovedi' e' infatti previsto il deposito della perizia sulle tracce di Dna isolate sul gancetto di reggiseno indossato dalla studentessa inglese quando venne uccisa e sul coltello indicato come l'arma del delitto.
Guede sara' sentito come testimone su richiesta dei magistrati della procura generale, Giancarlo Costagliola, Manuela Comodi e Giuliano Mignini. Deposizione ammessa dalla Corte in controprova dopo che Alessi, condannato all'ergastolo per il rapimento e l'omicidio di Tommaso Onofri, ha riferito nella scorsa udienza di avere appreso da Guede (mentre si trovavano nel carcere di Viterbo) dell'estraneita' all'omicidio di Sollecito e della Knox. Secondo il muratore il delitto venne compiuto infatti da un amico dell'ivoriano (che pero' non ne avrebbe rivelato il nome) durante un tentativo di violenza sessuale al quale la Kercher si oppose.
Sentito dai pubblici ministeri dopo che i difensori del giovane pugliese avevano raccolto e depositato la testimonianza di Alessi, Guede ha negato le presunte confidenze. ''Non gli ho mai parlato delle mie vicende processuali'' ha detto ai magistrati l'ivoriano. Una versione che domani ripetera' probabilmente in aula.
Guede ha sempre ammesso la sua presenza nella casa di via della Pergola quando la Kercher veniva uccisa negando pero' ogni responsabilita' per la sua morte. Interrogato nel suo processo d'appello ha spiegato di avere visto quella notte nella villetta di via della Pergola una ''sagoma maschile'' poi identificata in Sollecito e quindi la Knox allontanarsi.
Sempre domani deporranno due funzionari della squadra mobile e altri tre testimoni chiamati dall'accusa.
La settimana che si apre sara' pero' caratterizzata soprattutto dall'attesa per i risultati della perizia genetica. Sul coltello sequestrato in casa di Sollecito la polizia scientifica ha infatti isolato il Dna della Kercher e della Knox, quello del giovane pugliese e della vittima sul gancetto di reggiseno. Risultati sempre contestati dalle difese che hanno chiesto e ottenuto la perizia. Gli esperti, che hanno gia' stabilito l'impossibilita' di ripetere l'esame del codice genetico su entrambi i reperti, sono stati chiamati a stabilire il ''grado di attendibilita''' degli accertamenti scientifici anche in riferimento a ''eventuali contaminazioni'', ipotizzate dai legali degli imputati ma negate dagli inquirenti. E' probabile che dalle loro risposte dipenda gran parte dell'esito del processo d'appello a Sollecito e alla Knox che stanno scontando in carcere 25 e 26 anni di reclusione perche' riconosciuti colpevoli in primo grado di un delitto al quale si proclamano pero' estranei.