
MESSINA – Due centri commerciali, palazzi per ospitare fino a 3mila persone. Il tutto lungo il Trapani e il Boccetta, due torrenti a rischio esondazione per giunta nella zona delle frane 2009.
Succede a Messina, dove i quotidiani locali sottolineano da giorni la concomitanza di due eventi: la rimozione del funzionario del Genio civile che si opponeva alle nuove costruzioni e il successivo via libera alle ruspe. Spiega Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera:
Erano previsti due centri commerciali e vari caseggiati per ospitare oltre tremila abitanti, lungo il Trapani. Tutto bloccato dall’ingegner Gaetano Sciacca, l’allora capo del Genio civile, inviso ai costruttori perché, in base a una sentenza della Cassazione sulla priorità della sicurezza, si era messo di traverso a una leggina varata da Totò Cuffaro che consentiva d’aprire i cantieri un istante dopo il deposito del progetto senza che alcuno potesse stopparlo. E se l’edificio fosse stato tirato su nel disprezzo di ogni vincolo antisismico o idrogeologico? Amen: si poteva sempre abbatterlo, dopo.
Anche se storicamente gli abbattimenti in Sicilia sono più rari dei fichi d’India in Alaska? Domanda impertinente: uffa, i soliti nemici dello sviluppo! Fatto sta che, tolto di mezzo poche settimane fa lo scomodo funzionario che mentre metteva in sicurezza i luoghi delle frane del 2009 aveva bloccato decine di lottizzazioni pericolose («costruiscono ville sul mare o in località a rischio e poi pretendono opere pubbliche a difesa dell’indifendibile»), tutto è ricominciato come prima. Quando tutti facevano quel che gli pareva. Un esempio dell’anarchia tollerata da una classe dirigente di imbarazzante mediocrità ? Il procuratore Guido Lo Forte è arrivato a sequestrare un cantiere proprio a Boccetta dove le ruspe del costruttore, per passare più comodamente sotto con i camion, avevano demolito una parte dei pilastri di sostegno dello svincolo stradale.
E se il viadotto fosse crollato? Uffa, i soliti menagramo! Ed ecco che sulla Gazzetta , proprio come temevano Anna Giordano del Wwf e gli ambientalisti che avevano inutilmente chiesto al governatore Rosario Crocetta di non toccare il Genio civile, si tornano a leggere cronache così: «Stanno sbancando di nuovo la collina del Boccetta. Pensavamo che la folle rincorsa alla cementificazione si fosse fermata, o, quanto meno, non fosse più consentita in alcuni luoghi, dove dovrebbe essere vietato ogni genere di edificazione. E invece un altro cantiere è stato aperto, le ruspe stanno spianando…».
Almeno ci fosse domanda di nuove case a Messina. Invece, dati alla mano, nemmeno quello. Anzi: Messina perde abitanti e la domanda di case nuove tracolla. Nel 1981 contava 260mila abitanti, oggi circa 20mila di meno. Gli ultimi dati dell’Osservatorio immobiliare 2014 di Nomisma parlano di un crollo nelle compravendite sullo Stretto, tra il 2012 e 2013, del 47%.
