MESSINA – I fratelli Cute' e i loro familiari arrestati oggi dalla polizia perche appartenenti al clan Mangialupi e per spaccio di droga vivevano in una villa lussuosissima gia' confiscata lo scorso marzo, e senza preoccuparsi continuavano a confezionare grandi quantitativi di cocaina, eroina e marijuana che prendevano in Calabria o in Campania.
La polizia non aveva seguito l'ordinanza di sgombero perche' erano in corso gia' le indagini e gli agenti stavano monitorando la situazione attraverso le intercettazioni. I fratelli Cute' avevano allestito nella villa una centrale di smistamento di sostanze stupefacenti per tutta la citta' e la casa era protetta come un vero e proprio fortino con numerose telecamere di sorveglianza.
La moglie di Giuseppe Cute', Maria Quaranta, oltre a presenziare alla trattative, partecipava alla fase di confezionamento, e monitorava il controllo del territorio. Spadaro ed altri indagati avevano il compito di occultare la droga nei terreni e poi la smerciava ai vari pusher. Durante le indagini la polizia ha effettuato numerosi sequestri e arresti di pusher vicini ai Cute'.
Uno dei figli degli arrestati, che aveva due anni, assisteva a tutte le fasi del confezionamento della droga. Altre 15 persone sono indagate.