TORINO – Resta un enigma il caso del furto della bara di Mike Bongiorno, avvenuto quattro mesi fa nel cimitero di Dagnente di Arona (Novara). ''Si indaga a 360 gradi'', dicono gli inquirenti che hanno sentito finora oltre 100 testimoni. Fra questi anche il commercialista milanese Livio Strazzera nel cui studio fu sottratto un testamento scritto nel 2008 dal presentatore televisivo, morto a Montecarlo nel settembre 2009. Il documento, secondo la denuncia presentata dal professionista, fu rubato poche ore dopo che Strazzera ne aveva informato dell'esistenza la vedova di Bongiorno Daniela Zuccoli. Si tratta – come riferisce oggi La Repubblica – di un secondo testamento, mai piu' ritrovato, rispetto a quello di cui era a conoscenza la moglie del presentatore. E tra i due documenti c'erano differenze, anche se non significative a quanto pare, sulla ripartizione dei beni lasciati in eredita'. Il doppio testamento ingarbuglia ancora di piu' la soluzione del caso che parrebbe ancora lontana. In quattro mesi nessuno si e' fatto vivo per chiedere un riscatto e nella vicenda hanno cercato di infilarsi solo mitomani o 'balordi', come i due pregiudicati, Pasquale Cianci e Luigi Spera, arrestati il 3 marzo a Milano mentre telefonavano alla famiglia di Mike. Sono finiti in carcere, a Verbania, ma con la banda dei ladri della bara non avrebbero nulla a che vedere. ''Abbiamo cercato di approfittare della situazione per fare qualche soldo'', hanno detto agli inquirenti.
