ROMA – Per i magistrati che ne hanno chiesto l'arresto e' al centro di un sistema che prevede nomine in cambio di denaro o altre utilita'. Ma Marco Milanese non la pensa cosi': ''io sono solo un postino'', ''non ho mai preso soldi e sulle nomine non c'entro nulla''. Tanto che a via XX settembre ''neanche il passacarte un altro po' faccio''.
L'ultima difesa, l'ex consigliere politico di Tremonti nei confronti del quale la procura di Napoli ha chiesto l'arresto, la tenta il 29 marzo di quest'anno: ma nelle 171 pagine di dichiarazioni spontanee non riesce ad allontanare i sospetti. ''Le sue dichiarazioni – scrive infatti il Gip – appaiono francamente inattendibili''. Il primo argomento affrontato dal pm e' quello dei soldi e dei regali che avrebbe avuto da diversi imprenditori, secondo il racconto fatto da Paolo Viscione, l'imprenditore suo grande accusatore. ''Dottore – dice Milanese – mi deve credere, non ho mai preso soldi da nessuno. Ho fatto il finanziere dal 1981 al 2004, ho fatto servizi su servizi, encomi, ho collaborato con Di Pietro, non ho mai preso soldi…tanto meno avrei potuto prendere soldi da una persona che consideravo un parente, un amico…mi ha fatto dei regali, c'era uno scambio di regali''.
Ma la Ferrari? E la barca? E il viaggio a New York? incalza il pm. E il deputato: ''Lui (Viscione, ndr) ha comprato una Bentley e…si metta nei miei panni, io ho trascorso tutta una vita dove era sempre tutto limitato, tutto, come posso dire, ufficiale della Finanza quindi' cosi…adesso invece io lavoravo come libero professionista guadagnavo bene, ad un certo punto… io dico guarda scusami, se devo comprare una macchina cosi' preferisco comprare una Ferrari, come sfizio…''. D'altronde quello era un periodo ''in cui guadagnavo 50, 60mila euro al mese''. ''Ma adesso non piu''' precisa subito dopo. La barca arriva nel 2009. ''Mi viene consegnata ad aprile… io mi appassiono…praticamente ogni sabato e domenica scorazzo con questa barca…poi la mia compagna dice 'certo se ci fosse una barca piu' grande ci potremmo fare le vacanze'''. E' quello che avviene, ma poco dopo la seconda barca viene venduta a Fabrizio Testa (secondo i pm di Roma la contropartita e' la nomina di quest'ultimo a presidente della Technosky, societa' controllata di Enav) per una ''lite furibonda'' proprio con la compagna. ''Guardi – dice Milanese al pm – mi deve credere, vivere su una barca non e' facile''. Il viaggio a New York con la Ferilli e De Sica, racconta, e' invece un regalo che Viscione gli volle assolutamente fare dopo che lui si era adoperato per far operare la moglie da un famoso chirurgo napoletano. ''Ma io gli ho ridato i soldi, sei, settemila euro in due riprese''. L'altro capitolo importante su cui verte l'interrogatorio e' quello sulle nomine. ''Io non le faccio e non le posso neanche orientare, faccio il postino'', premette Milanese, accusando: ''c'e' tanta gente che mi imputa cose non vere…quando c'e' qualcosa che non va, va male, devono per forza trovare il capro espiatorio''. Poi spiega: ''Le nomine nelle controllate di primo livello direttamente collegate dal ministero dell'Economia… sono nomine che fa il presidente del Consiglio con i ministri delegati. Al tavolo politico partecipano il ministro, il presidente del Consiglio, Letta, ci sono rappresentanti della Lega…le spiego come funziona, una volta che loro decidono…si mettono, c'e' la composizione del Cda che avviene…ognuno di loro da', deve dare dei 'curriculum' che non e' che portano li' in quel momento….''. E quindi quale era il suo ruolo? incalza il pm. ''Io non ho mai partecipato ad un tavolo – risponde Milanese – ne' di primo livello, perche' non potevo, ne' ad un tavolo che si e' fatto sulle societa' di secondo livello. Io ho soltanto presentato dei curriculum che arrivavano o come ministro del Tesoro o a me come parlamentare. Li ho presentati e non ho mai fatto ne' tavoli con altri ne' ho mai detto: si mette qui o si mette li'…mai, mai e' capitata una cosa del genere''.
E' a questo punto che l'avvocato capisce che forse Milanese sta esagerando nel ridurre le sue responsabilita', tanto che fa mettere a verbale: ''non si svaluti troppo pero', insomma, lei e' il consigliere polito del ministro''. E il parlamentare risponde: ''non e' che mi voglio sminuire ma non e' che posso mettere un nome mio e che fa tolgo uno della Lega, se pure volessi, non l'ho mai fatto e mai mi sarei sognato, ma anche un nome del Ministro. Io avevo dei nominativi anche da altri parlamentari e li ho trasmessi ma senza obbligo di risultato…non ho avuto tornaconto economico''.