MILANO 24 MAG I reati per cui – MILANO, 24 MAG – I reati per cui e' stato condannato sono atti sessuali con minori e corruzione di minorenni ai danni di cinque ragazzi che allenava della sua squadra di calcio nel Milanese. Con uno aveva avuto rapporti intimi, con gli altri era solito chattare in conversazioni dai pesanti contenuti sessuali. Il fatto, pero', che Livio Volpi, 41 anni, operaio, che vive ad Abbiategrasso, nel Milanese, ma anche allenatore dei portieri di una squadra giovanile di calcio sia stato portato in carcere su ordine dei giudici del Tribunale di Milano, dopo la condanna di primo grado – nonostante fosse stato indagato a piede libero – lascia immaginare che sia coinvolto in vicende piu' gravi rispetto alla quale si e' concluso il processo, qualche giorno fa. L'uomo, stando alle indagini, cominciate nel 2009, da qualche mese aveva cominciato ad adescare i cinque ragazzini dopo gli allenamenti. Con uno di questi aveva avuto rapporti intimi, ma il ragazzo poco dopo si era allontanato da lui. Con gli altri, Volpi aveva invece cominciato a scambiarsi messaggi e e a dialogare con la web cam: ''Mi piacerebbe farlo dal vivo'', diceva. ''Sei nella tua cameretta?'', chiedeva compiendo gesti sessuali inequivocabili. Nell'ambiente della squadretta che allenava erano cominciate a circolare voci, poi erano arrivate le confidenze dei ragazzini alle loro madri, infine le denunce agli agenti del Commissariato Bonola di Milano. I poliziotti hanno acquisito il contenuto del suo computer, ricostruito la storia degli sms che si scambiava con i ragazzini, tutti intorno ai 14 anni. Ha trascritto conversazioni in cui l'uomo si proponeva di fare sesso con loro, non solo virtualmente come accadeva con la web-cam. Volpi non era stato arrestato, all'epoca, perche' non c'era flagranza di reato e il materiale acquisito era piu' che sufficiente per il processo che, infatti, si e' concluso con la sua condanna a quattro anni, quando il pm di Milano Gianluca Prisco aveva chiesto tre anni e sei. Non c'era pericolo di reiterazione del reato perche' la societa' lo aveva allontanato in quanto era stato sorpreso a fare la doccia con i ragazzi. Cosa proibita dal regolamento da quando, nel 2003, per la stessa ragione era stato denunciato un dirigente della societa'. Quando gli agenti sono andati a prenderlo a casa sua, in cui vive con la madre, Volpi ha detto che non si aspettava di essere arrestato.
