MILANO – Dovra' affrontare un processo un professore di un istituto alberghiero milanese che, per circa un mese, avrebbe contattato quasi tutte le alunne della sua classe su Facebook, lasciandosi andare ad apprezzamenti per sedurle. L'uomo, 40 anni, insegnante di lettere, oggi e' stato rinviato a giudizio con le accuse di abuso d'ufficio e maltrattamenti dal gup di Milano Vincenzo Tutinelli.
Stando alle indagini del pm di Milano Tiziana Siciliano, il professore, tra fine aprile e fine maggio 2010, prima di essere sospeso dall'istituto Lagrange dove insegnava, avrebbe chattato a lungo con una ragazza di 18 anni. ''Puoi chiamarmi anche Max – le avrebbe detto, in sostanza – perche' Facebook e' un'altra cosa, non e' come a scuola''. E poi ancora: ''Sono bellissime le tue foto. Mi piacerebbe metterti un bel voto. Solo a te dico cosi'''.
Tutte le 23 alunne, di 18 anni, che frequentavano il quarto anno all'istituto Lagrange, si erano presentate per testimoniare nel giungo 2010 in Procura e avevano confermato, davanti al pm, il rapporto 'malato' che il prof avrebbe instaurato con loro.
''Quando usciremo non parleremo di storia, ma di noi due''; ''Com'e' il tuo fidanzato, geloso?'': e' questo il tenore dei messaggi che avrebbe inviato l'insegnante ad alcune di loro sul social network. In un paio di casi, sempre secondo le indagini, il prof avrebbe anche provato ad uscire con loro, in cambio di ''un bel voto''.
La ragazza che avrebbe subito piu' a lungo le attenzioni del professore (''Sei davvero speciale. Non e' la prima volta che un professore si innamora dell'alunna'', le avrebbe scritto lui) aveva deciso, pero', di stampare tutti i messaggi che l'uomo le aveva inviato e con quelli, e assieme ad altre 4 ragazze, si era poi rivolta alla preside. Quest'ultima aveva denunciato tutto in Procura.
Il pm, nei mesi scorsi, ha chiesto il processo per i reati di abuso d'ufficio e abuso dei mezzi di correzione, ma il giudice, ordinando il processo che si aprira' davanti al Tribunale, ha riqualificato il secondo reato in maltrattamenti.