Il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, ha aperto un fascicolo, per ora senza indagati né ipotesi di reato, sulla base della sentenza del Tribunale Civile di Milano che nei giorni scorsi ha assegnato alcune case popolari ai rom. Nella sentenza si parla di possibili comportamenti omissivi del comune di Milano per motivi di discriminazione razziale.
Il fascicolo, come ha spiegato il procuratore aggiunto Spataro, è stato aperto oggi ”d’intesa con il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati”. Si tratta, ha aggiunto Spataro, ”di un fascicolo iscritto al cosiddetto modello 45 e dunque non vi sono né indagati noti o ignoti, né ipotesi di reato”. E’ un fascicolo di ”atti relativi all’assegnazione delle case Aler ai nomadi e trae origine dall’ordinanza del giudice Roberto Bichi del 20 dicembre scorso, nella quale si fa riferimento a possibili attività determinate da motivi di discriminazione razziale”.
Il giudice civile, infatti, nella sua sentenza, con cui ha riconosciuto il diritto a 10 nomadi romeni di entrare nelle case popolari, che gli erano state prima assegnate e poi negate, aveva parlato di possibili ragioni di discriminazione razziale per i comportamenti omissivi del Comune di Milano. L’amministrazione comunale, infatti, aveva prima stipulato una convenzione per assegnare le case ai rom e poi aveva fatto marcia indietro.
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