MILANO, 7 SET – Due minorenni, un quindicenne e un sedicenne, sono stati arrestati a Milano per aver commesso quattro rapine ai danni di loro coetanei, in un'indagine dei carabinieri che ha portato alla denuncia di altri 16 ragazzi, tutti della stessa zona della città.
A dare il primo spunto all'operazione è stato però uno dei giovani rapinati che ha indagato su Facebook fino a quando ha trovato il profilo di uno di quelli che lo avevano aggredito un mese prima.
E' così emerso uno scenario inquietante: decine di ragazzi tra i 13 e i 17 anni che si vantavano delle rapine postando messaggi sul social network, che inneggiavano a boss come Totò Riina, che frequentavano molto poco gli istituti scolastici in cui erano iscritti e che davano vita a continui episodi di bullismo e violenza privata.
I due ragazzi arrestati hanno 15 e 16 anni e sono accusati di rapina, lesioni personali e violenza privata per quattro episodi avvenuti tra gennaio e febbraio di quest'anno. Insieme a loro è stato segnalato al Tribunale per i minorenni un tredicenne coinvolto negli stessi reati che però, per la sua età, non è imputabile.
Ma l'indagine dei carabinieri della Compagnia Porta Magenta ha di fatto squarciato un velo sull'attività di numerose bande giovanili nel quartiere Gratosoglio, nell'estrema periferia sud del capoluogo lombardo.
Cinque o sei gruppi, composti ciascuno da una decina di teenager che si vantavano su Facebook di aver picchiato qualcuno, di essere ''i più forti'', incuranti di mostrarsi aggressivi e violenti in pubblico.
I carabinieri hanno precisato che una quindicina di essi sono stati denunciati in stato di libertà ma che i ragazzi coinvolti da queste bravate sarebbero una cinquantina, tra cui anche svariate ragazze (cinque quelle denunciate).
Oltre alle solite 'rapinette' in cui, dopo le minacce, vengono sottratti cellulari e portafogli, in qualche caso ci sono state anche lesioni molto serie come per un diciassettenne colpito con un tirapugni e che ha subito una grave frattura facciale.
