MILANO, 16 FEB – Dopo l'uccisione di un giovane cileno che fuggiva a una pattuglia della Polizia locale, a Milano, da parte di un agente ora accusato di omicidio, c'e' attesa, nel Corpo, per le decisioni della politica. E tra le ipotesi al vaglio c'e' anche quella del reinquadramento o dello scioglimento del reparto in cui operava Alessandro Amigoni.
Il vigile, attualmente trasferito a un compito d'ufficio in attesa degli esiti dell'inchiesta che lo vede accusato di omicidio volontario, era di stanza nel Nucleo operativo della Zona Centro, dedito prevalentemente al contrasto all'abusivismo commerciale. Un reparto formato da 'duri', non fosse altro perche' tutti i giorni, nel contrasto agli ambulanti, si trova coinvolto in colluttazioni e risse, dato che i 'vu cumpra'', soprattutto quelli centrafricani, reagiscono molto spesso violentemente al sequestro della merce. ''Si tratta di un reparto con una percentuale di ferimenti e lesioni molto alto – racconta un agente che ci lavora – e che ovviamente e' composto da giovani. Certo ora qui l'aria e' molto pesante''.
D'altra parte le indicazioni nazionali sulla pubblica sicurezza prevedono che il ruolo del contrasto all'abusivismo commerciale sia quasi completamente appannaggio delle polizie locali. Il Nucleo operativo e' uno dei 'reparti speciali' della Locale, che hanno il loro fulcro nel Suos, a cui fanno capo alcuni reparti gia' al centro di polemiche come quello che si occupava degli sgomberi ai campi rom (ora di prevenzione) e il Nucleo tutela trasporto pubblico (che faceva controlli a tappeto sui mezzi pubblici).
Una ridefinizione dei compiti di questi reparti, da piu' parti, potrebbe essere vista come una soluzione ''politica'' equilibrata, dopo le parole del sindaco Giuliano Pisapia, ieri, che ha annunciato una ''riflessione'' sul ruolo dei vigili.
