MILANO – Assume i contorni di una storia macabra la morte della donna trovata in un appartamento di piazzale Lagosta 1 a Milano, con mani e piedi legati. Un delitto, secondo gli inquirenti, “dalla componente sicuramente sadica”, forse a sfondo sessuale.
La donna, una quarantenne di colore non ancora identificata, è stata trovata a pancia in giù nella cucina dell’appartamento del 56 enne pregiudicato Francesco Vincenzo Vergara. Nuda, ricoperta solo da alcuni pezzi di stoffa, le mani legate con una corda attorno al collo e tre sacchetti in testa: tutti elementi che hanno fatto ipotizzare un rituale erotico.
Il cadavere è stato trovato da alcuni agenti che si erano recati nella palazzina per eseguire una perquisizione seguita all’arresto di un rapinatore. Il ritrovamento della donna uccisa, quindi, è stato del tutto fortuito e inaspettato.
Secondo quanto riferito dalla polizia nel tardo pomeriggio di mercoledì è stato arrestato, sempre a Milano, un uomo che con un cacciavite ha tentato una rapina in un supermercato in via Porro Lambertenghi, nella stessa zona in cui si trova l’appartamento. Si tratta di un pregiudicato, Vincenzo Vergata, di 56 anni, che, quando è stato fermato dagli agenti, aveva addosso una bolletta che riportava l’indirizzo di piazzale Lagosta. A quel punto la polizia si è recata sul posto per perquisire l’abitazione dell’arrestato, rinvenendo così il cadavere della donna.