MILANO – Se solo avesse preso il sottopassaggio, sfuggendo le auto veloci, forse adesso la giovane donna egiziana travolta e uccisa in viale Famagosta, a Milano, sarebbe viva, e sarebbero vivi i suoi due figli, quello che portava in grembo da sette mesi e quello di 4 anni. Ma all’uscita della fermata della metropolitana verde la giovane mamma, 29 anni appena, con le borse della spesa, ha pensato di far prima attraversando il viale in superficie, come racconta Giacomo Valtolina sul Corriere della Sera. Prima una carreggiata, fino all’aiuola spartitraffico. Poi la seconda. Solo che, alle sette di sera del 21 ottobre, non era ormai più chiaro. Non c’erano strisce pedonali. E la donna, insieme ai due figlioletti, è stata travolta da un’auto.
A bordo della macchina c’era un giovane quasi coetaneo della donna: un ragazzo di 28 anni della Barona. Dopo aver investito l’egiziana e il figlio ha frenato, è sceso, ha provato a soccorrere la donna. Il piccolo nell’impatto era stato sbalzato a 45 metri di distanza, il giovane non l’aveva nemmeno visto. Ora è indagato per omicidio colposo plurimo. Nel sangue non c’erano tracce né di alcol né di droga.
Poco dopo l’incidente sono arrivati l’ambulanza e l’automedica che hanno portato la donna all’ospedale San Paolo, dove è arrivata in arresto cardio-circolatorio. In ospedale non è mai arrivato il piccolo, di cui nessuno si era accorto. Inutile anche il tentativo dei medici di salvare il feto della donna con un parto cesareo.
Solo dopo che il marito della donna è stato avvertito e ha chiesto del bambino i vigili si sono messi a cercare vicino al luogo dell’impatto. L’hanno trovato solo un’ora dopo. Anche lui è morto in ospedale.
