MILANO – Il tribunale di Milano ha dissequestrato 108 milioni di euro che erano stati sequestrati nel corso delle indagini a Deutsche Bank, Ubs, Depfa e Jp Morgan, imputate nel processo sulla presunta truffa dei derivati. Con questo ‘via libera’ l’accordo tra le quattro banche e il Comune di Milano e’ piu’ vicino. Stamani nel processo milanese i legali dei quattro istituti di credito hanno depositato infatti una istanza per chiedere il dissequestro dei 108 milioni di euro, depositando al giudice della IV sezione Oscar Magi anche l’accordo con il Comune di Milano, di cui si e’ parlato nei giorni scorsi, e che prevede che nelle casse comunali entrino tra i 400 e 500 milioni di euro.
Il giudice, nel pomeriggio, ha depositato la sua decisione disponendo da quanto si e’ saputo da fonti legali, che quei soldi vengano sbloccati e tornino nella disponibilita’ delle banche. Â Â Nell’accordo tra banche e amministrazione comunale era infatti presente anche la clausola che il via libera avrebbe dovuto passare attraverso il dissequestro dei soldi delle banche imputate nel processo. Cosa che e’ avvenuta oggi. Â Lo stesso procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo, parlando in aula, aveva dato parere favorevole al dissequestro, spiegando che ”l’accordo tra banche e Comune raggiunge un equilibrio fra interessi contrapposti”.
Per il Pm, inoltre, l’ amministrazione comunale, che e’ arrivata a una transazione stragiudiziale con i quattro istituti, ha avuto anche ”una consulenza finanziaria rassicurante”. Da questo accordo, ha aggiunto ancora Robledo, ”emerge la capacita’ delle banche a fare fronte a impegni importanti, perche’ si tratta di cifre importanti”. Tuttavia ha voluto aggiungere che ”in caso di condanna io ovviamente chiedero’ la confisca di quelle somme”, cioe’ degli oltre 100 milioni che, secondo l’accusa, gli istituti avrebbero guadagnato illecitamente attraverso i contratti derivati stipulati con l’amministrazione comunale nel 2005. La decisione del giudice di oggi, prelude anche al fatto che il Comune probabilmente ‘uscira” dal processo, dove al momento e’ parte civile.
