MILANO, 07 FEB – ''Il Comune di Milano censura i siti d'informazione gay'': e' la denuncia dell'Associazione Radicale Certi Diritti che ha segnalato come sia ''impossibile'' accedere attraverso la connessione wireless gratuita di Palazzo Marino ''ai principali siti di informazione Lgbt'' (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) come gay.it, gay.tv e queerblog. ''A cadere sotto la scure del censore meneghino – spiegano – e' anche il sito nazionale di Arcigay, ma curiosamente non quello della sezione milanese''.
Le motivazioni del blocco della navigazione ''sono le piu' varie e curiose – affermano dall'associazione -: spaziano dal divieto di pornografia, a quello di materiale sessuale sino a quello piu' diffuso e ridicolo, ma anche inquietante, cioe' il divieto di abbigliamento provocatorio''. L'associazione ha annunciato che sul tema il consigliere radicale Marco Cappato ha presentato un'interrogazione urgente in Consiglio comunale per chiedere spiegazioni e l'immediata rimozione dei blocchi. Infatti, ''e' inaccettabile che si ricada ancora nella censura di siti d'informazione per il solo fatto di contenere la parola 'gay' o 'queer' nell'Url (ovvero quella sequenza di caratteri che identifica l'indirizzo di una risorsa in Internet, ndr). Non tutti i siti gay sono pornografici come non tutti i siti pornografici sono gay – concludono dall'associazione Certi Diritti -. Questa equivalenza non fa altro che confermare l'odioso pregiudizio che riduce l'omosessualita' al suo aspetto puramente sessuale negandone l'aspetto affettivo e relazionale e ledendo la dignita' di tutte le persone Lgbt''.