MILANO, 24 GEN – Ha una storia centenaria e l'onore di essere ritratto in un quadro del Boccioni, 'Rissa in Galleria' e proprio come l'opera architettonica di Giuseppe Mengoni "é come un casello". Oggi, dopo 16 anni nelle vesti di bar Zucca, è ritornato il 'Camparino', il bar 'di passo', fratello minore dell'allora dirimpettaio bar Campari, che ha fatto la storia dell'aperitivo milanese e ha ospitato molti grandi della città : da Manzoni a Toscanini, da Cattaneo a Boito, fino a scapigliati e futuristi e, più di recente, Gorbaciov e Berlusconi.
"E' un posto magico, un locale simbolo che racconta Milano – ha detto oggi alla presentazione il presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli -. E' bello che una delle istituzioni dell'aperitivo torni al suo antico nome". L'operazione di ritorno alle origini, anche per la stessa Campari, come ha sottolineato Jean Jacques Dubau, managing director Campari Italia, non è però "un'operazione nostalgia ma di rilancio – ha spiegato l'assessore comunale al Commercio Franco D'Alfonso -. Il nostro intento è di fare della Galleria non una sorta di mall commerciale, ma un biglietto da visita della città , anche in ottica 2015, tutelando le presenze storiche". Sulle vetrine ora campeggia la nuova insegna, realizzata per l'occasione da Ugo Nespolo, all'interno rimangono intatti gli arredi in stile liberty ma il pezzo forte cambia: bitter al posto del rabarbaro. Per gli storici gestori, Orlando Chiari e Teresa Miani, commossi, "é un sogno che si realizza".
