Milano: omicidio Marco Martiniello. Niente patteggiamento

MILANO, 29 GIU – Piu' di un anno fa, con un tasso alcolico nel sangue tre volte sopra il limite consentito, investi' con la sua auto e uccise un giovane studente universitario, che stava attraversando sulle strisce pedonali in una zona della 'movida' milanese. Oggi l'uomo, imputato per omicidio colposo, ha provato a patteggiare una pena di un anno e 5 mesi, con il consenso del pm, ma il gup di Milano, Maria Vicidomini, ha 'bocciato' la richiesta, ritenendola non congrua rispetto alla gravita' del fatto.
''Dal Tribunale di Milano oggi e' arrivato un segnale forte che qualcosa sta cambiando riguardo alla tutela dei familiari delle vittime'', ha commentato l'avvocato Domenico Musicco, legale dell'Associazione italiana vittime della strada. Il giovane, Marco Martiniello, 28 anni e che si stava per laureare all'Universita' Bocconi, venne investito la sera del 29 aprile 2010, quando, in compagnia di un'amica, stava attraversando le strisce pedonali tra le Colonne di San Lorenzo e corso di Porta Ticinese. L'amica riusci' a cavarsela, mentre il giovane, originario di Avellino, venne trasportato al Policlinico in condizioni disperate e mori' dopo due giorni di agonia. Il testa lcolemico rilevo' che l'investitore, Francesco Bossi, aveva un tasso di alcol nel sangue di 1,6, quando il limite e' 0,5.
L'avvocato Musicco, legale anche dei genitori della giovane vittima, parti civili, ha spiegato di aver depositato al giudice una serie di memorie nelle quali chiedeva di non concedere il patteggiamento, anche perche' Bossi stava guidando ubriaco a 90km/h. Al giudice e' stata depositata anche una lettera del padre di Marco, presente assieme alla moglie all'udienza di oggi, nella quale chiedeva ''giustizia''.
Il gup, nonostante l'incensuratezza dell'imputato e il consenso del pm Nicola Balice, ha negato il patteggiamento e fissato una nuova udienza per il 14 luglio, quando la difesa potrebbe chiedere il rito abbreviato. Secondo l'avvocato Musicco, e' necessaria una legge che imponga agli imputati di chiedere il consenso ai familiari delle vittime della strada prima di poter patteggiare. Oggi, intanto, ha concluso il legale, ''e' stata vinta una battaglia''.

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Alberto Francavilla