MILANO – Giulia ha 15 anni, usa i mezzi pubblici per spostarsi a Milano. Prima l’autobus poi la metro, linea gialla. I suoi movimenti per la città sono seguiti da un nordafricano di circa 30 anni. La segue, la fissa, la guarda. Un molestatore. Ignora che Giulia, in metro, scambia messaggi con due agenti di polizia che tengono d’occhio l’uomo, pronti ad agire prima sia lui a passare all’azione.
Scene quotidiane sul metrò a Milano, dove la polizia cerca di bloccare i molestatori. Uomini di tutte le età, stranieri e italiani, che approfittano della calca e dei movimenti dei vagoni per toccare donne sconosciute, meglio se giovanissime. Scrive il Corriere della Sera:
Dall’inizio del 2013, hanno raccolto circa 60 segnalazioni, di cui 20 ancora in stand-by . Sono 35 i fermati, un terzo dei quali arrestati. L’ultimo, A. C., è un 63enne di Busto Arsizio. Da tempo infastidiva giovanissime con la tattica del borsello: «Allungava o accorciava la tracolla – raccontano gli agenti – a seconda delle parti intime che voleva sfiorare». Ieri l’approccio con una 18enne alla fermata Cadorna. È stato più aggressivo: «Così abbiamo potuto bloccarlo».
UOMINI INSOSPETTABILI – A vederlo, nei filmati della Polmetro, sembra insospettabile. Come molti dei «seriali» che ogni giorno battono la subway : «Per loro, è un secondo lavoro». I poliziotti hanno affinato lo sguardo, sanno come riconoscerli: «Indossano capi leggeri, pantaloni della tuta anche a gennaio – rivelano – per sentire meglio». Molti stranieri, ma anche italiani come il bancario incensurato in giacca e cravatta che fa la spola da una banchina all’altra sulla tratta più frequentata dalle teenager. O l’eritreo specializzato nella tecnica dell’ombrello: «Lo punta tra le gambe della vittima e, mentre il vagone ondeggia sulle rotaie, ne approfitta per palpeggiarla».
