MILANO – Al liceo Leonardo Da Vinci di Milano c’è una preside piuttosto agguerrita: si chiama Maria Concetta Guerrera (nomen omen) e lunedì pomeriggio si è barricata nella scuola, cantando “Bella Ciao” e cacciando via gli studenti fascisti che cercavano di fare irruzione. “Li ho chiamati fascisti, sì. E violenti. E squadristi. E figli di papà. Cantavo “Bella ciao”, “ho trovato l’invasor”… mentre cercavano di sfondare per occupare la scuola. Da loro sono stata anche malmenata, io che sono una donna e pure vecchia. Ma di qui non mi muovo. Difendo la mia scuola, anche a costo della vita. Sono al servizio dello Stato”.
La preside ha respinto così il blitz degli studenti dei collettivi che però non si sono arresi e sono tornati a più riprese, anche martedì pomeriggio, per poi fare dietrofront costretti dalla Digos. Guerrera dice di essere pronta a passarci le notti nel suo liceo: “Nessuno entrerà qui a far danni, a devastare laboratori che sono preziosi e che poche scuole pubbliche hanno”.
Per questo, quando sono tornati a testa bassa per chiedere scusa, ha ascoltato le loro ragioni e li ha riaccolti. Ma resta in campana: “Le richieste degli studenti sono pretestuose. Per loro è soltanto un gioco: novembre è il mese delle occupazioni, succede ogni anno”. Ha autorizzato assemblee e concesso spazi autogestiti ma di fronte all’irruzione di gruppi di violenti eteroguidati ha detto “Stop”.
C’erano esterni nel gruppo deciso a occupare, ex studenti e ragazzi dei centri sociali, dice la preside. “Vanno fermati. Io finché resisto non mi muovo. Ma sono sola. In alto loco tutto tace…”. Dal provveditorato, nessun intervento.
