MILANO – Un tasso di interesse del 520% su un prestito da 70mila euro. Così un pasticcere di Milano si è ritrovato in tre anni a dover pagare oltre 800mila euro ad un pensionato che gli aveva prestato i soldi a tasso da usura. Il pensionato, 60 anni, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Milano. In manette anche la sua convivente, che avrebbe partecipato all’attività di strozzinaggio secondo gli inquirenti.
Le indagini condotte dai militari del Comando Provinciale della Gdf di Milano, e coordinate dalla Procura di Milano, hanno preso il via dalla denuncia dell’imprenditore milanese, che si era presentato negli uffici dei finanzieri in stato di shock. L’uomo ha raccontato di aver ricevuto un prestito nel 2010, per il quale, oltre a versare gli interessi con cadenza settimanale, sarebbe stato minacciato più volte di morte.
I militari, come spiega la Gdf in una nota, hanno utilizzato nel corso delle indagini sia le intercettazioni telefoniche che microcamere e ‘cimici’, piazzate all’interno di uno dei locali della pasticceria dove sarebbe dovuta avvenire la consegna del denaro, lo scorso 18 luglio.
Quel giorno nel locale si sono presentati il pensionato, A. B., e la sua compagna, K. R. di 50 anni, che nel corso di un’accesa discussione e dopo molte minacce di morte hanno chiesto la consegna del prezzo dell’usura. Proprio in quel momento sono intervenuti i finanzieri, che stavano registrando tutto e che si erano ”travisati” da clienti della pasticceria.
La coppia è stata arrestata in flagranza di reato e il gip di Milano ha convalidato i provvedimenti. Durante una perquisizione a casa del pensionato, inoltre, sono stati sequestrati circa 13mila euro in contanti, nascosti dentro il terriccio per le piante, e alcuni animali esotici, tra cui una rara specie di pappagallo, l’Ara Chloroptera.