MILANO, 24 AGO – Era riuscito, prima con modi garbati e apprezzamenti e poi con richieste sempre piu' esplicite, a ottenere immagini e video 'a luci rosse' da oltre 15 adolescenti, contattate via Messenger e via Facebook, che cadevano nella sua 'rete' e si spogliavano davanti alla web cam. Lui, uno studente di 19 anni, e' stato arrestato con le accuse di tentata violenza sessuale e di produzione di materiale pedopornografico, dopo che una di queste ragazzine, che oggi ha 14 anni, ha trovato la forza di denunciare i suoi ricatti: il giovane, infatti, minacciava di divulgare in Rete i file hard se l'adolescente non avesse avuto un rapporto sessuale con lui.
Il ragazzo, C.L.P., che si e' da poco diplomato e risiede a Cologno Monzese (Monza), e' finito agli arresti domiciliari nei giorni scorsi su ordine del gip di Milano Franco Cantu' Rajnoldi, nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal pm Giovanni Polizzi e dagli agenti del commissariato Lorenteggio.
''Se tra quattro giorni non vieni a casa mia, metto i video in Rete'', avrebbe detto il giovane alla ragazzina, che abita a Milano, conosciuta sui social network e mai incontrata di persona. Tra novembre e dicembre del 2009, la ragazza, che aveva all'epoca solo 13 anni, si era spogliata piu' volte per lui davanti alla webcam e il giovane aveva registrato con una telecamera e una macchina fotografica le immagini ose' e le aveva 'archiviate' nel suo pc. Per poi utilizzarle nel ricatto a sfondo sessuale. Nel maggio dello scorso anno, dopo oltre due mesi di pressioni, la ragazza si e' presentata al commissariato per denunciare tutto, accompagnata da alcune amiche. Gli investigatori hanno subito sequestrato il pc del giovane da cui e' saltato fuori un archivio con decine di immagini hard di piu' di 15 adolescenti, residenti in diverse parti d'Italia, cadute nella sua 'rete' attraverso il web. Gli inquirenti ne hanno identificate tre finora, compresa l'autrice della denuncia. Oggi il giovane, interrogato dal gip, si e' avvalso della facolta' di non rispondere.