MILANO – Bossoli, incendi e manomissioni nelle sale operatorie del Policlinico di Milano e della Clinica Mangiagalli a Milano. I primi potevano sembrare incidenti, ma i troppi e singolari episodi fanno pensare ad un vero e proprio sabotaggio. Fumo negli ascensori dei reparti, anche in neonatologia. Bossoli di calibro 9 e 38 nel cortile. Impianti delle sale operatorie manomesse. E una ristrutturazione dell’ospedale già appaltata e iniziata che vale 235 milioni di euro.
Troppi episodi sospetti per trattarsi di casi isolati di vandalismo o semplici incidenti. Gli investigatori ora lavorano alla caccia al sabotatore del policlinico Mangiagalli, da cui dipende anche la clinica dei bambini. Episodi che arrivano in tempi ancora più sospetti, cioè mentre i padiglioni dell’ospedale vengono buttati giù uno alla volta ricostruiti in una massiccia operazione di ristrutturazione. Le indagini proseguono e il pm Nicola Cerrato ha aperto un fascicolo con ipotesi di reato per disastro doloso. Gli episodi in ospedali hanno messo a rischio l’incolumità e la salute pubblica.
Il Corriere della Sera in un articolo di SImona Ravizza ricorda poi il patrimonio immobiliare dell’ospedale:
“I vecchi padiglioni sono buttati giù uno dopo l’altro per realizzare il mega progetto di rifacimento del Policlinico, con un investimento di oltre 235 milioni di euro. Non solo. L’ente è anche proprietario di un patrimonio immobiliare dalla cifra record di 1,5 miliardi di euro, appena messo in vendita, in parte, proprio per costruire il nuovo ospedale. E, neppure un anno fa, i vertici ospedalieri ora sotto minaccia hanno reso possibile uno sgombero atteso per quarant’anni. Quello del palazzo (di proprietà ospedaliera) di viale Montello, più conosciuto come il fortino della ‘ndrangheta, luogo di spaccio e omicidi”.
L’indagine, ancora a carico di ignoti, è stata avviata 6 mesi fa su episodi avvenuti negli ultimi 3 anni come incendi dolosi, ultimo il 20 maggio nei sotterranei del padiglione Granelli, o la manomissione di un impianto in una sala operatoria. Da quanto si è saputo, inquirenti e investigatori stanno indagando a 360 gradi per capire se dietro gli atti ritenuti di sabotaggio ci sia la mano di un folle o una o più persone che hanno voluto mandare messaggi minatori ai vertici dell’ente che sotto il nome di Fondazione Policlinico-Mangiagalli riunisce più strutture in una sorta di cittadella della salute nel cuore di Milano.
Secondo le indagini, l’incendio del 20 maggio, domenica pomeriggio e durante l’orario di visita dei parenti, si sarebbe sviluppato da un carrello per la distribuzione di materiale sanitario riempito di carta e al quale è stato appiccato il fuoco subito spento. Il fumo che si è sprigionato dai sotterranei del padiglione Granelli fortunatamente non ha costretto ad evacuare i pazienti ricoverati al secondo e terzo piano, tra i quali anche i trapiantati di midollo osseo.
Nel novembre 2011, proprio mentre era ricoverato il giocatore del Milan Antonio Cassano, il fuoco invece sarebbe stato appiccato in un locale dismesso e usato solo per il deposito di materiale per le pulizie al padiglione Moneta, uno di quelli da demolire.
Un anno e mezzo fa è stato appiccato il fuoco a un armadio, sempre contenete carta, all’ultimo piano del padiglione Alfieri dove si trovava un archivio di documentazione dell’ospedale. Un’ altra volta ancora è stato manomesso il quadro dei comandi di un impianto che eroga i gas medicali di una sala operatoria ed e’ stata chiusa la valvola del tubo che fornisce aria compressa in genere usata per pulire il campo operatorio. La Procura indaga anche su dei bossoli di cartuccia da caccia lasciati tempo fa nei pressi del compattatore di rifiuti della struttura sanitaria.