MILANO – Un cimitero dei martiri romani dove dovrebbe esserci il parcheggio: è quanto si sono trovati davanti le ruspe che stanno scavando a Milano, accanto alla basilica di Sant’Ambrogio, per costruire il parcheggio interrato previsto nella zona.
I resti, gli scheletri, sono stati subito isolati, fotografati e catalogati dagli esperti della Società lombarda di archeologia. In tutto sono giù state recuperate una novantina di tombe, scrive il Corriere della Sera. Il comitato “Salva la piazza” e Italia Nostra hanno chiesto al Comune di fermare le ruspe, ma la replica è stata secca: “I lavori non saranno bloccati”.
La necropoli è conservata circa 4 metri sotto terra. Risale al VI-V secolo dopo Cristo, e proprio nel 374 Ambrogio, primo vescovo di Milano, decise di edificare lì, vicino alle tombe dei cristiani uccisi dalle persecuzioni, la Basilica Martyrum.
Le tombe sono “povere”, come vengono definite, cioè senza corredo né struttura. Le prime sono emerse alcuni anni fa, tra il 2005 e il 2006, durante la fase di saggi archeologici preliminari precedenti l’apertura del cantiere.
Ma la vicenda ha radici ancora più lontane, che risalgono all’epoca della giunta Albertini nel 2000. La convenzione del Comune con l’impresa privata Borio Mangiarotti di Claudio De Albertis (leader dei costruttori Assimprendil) risale al 20 aprile 2006. I lavori sono partiti il 22 novembre 2010, dopo che il progetto è stato indagato dalla Procura, cambiato, approvato dalla vecchia giunta Moratti e confermato da quella Pisapia.
Secondo i calcoli mancano meno di due anni alla consegna dei box. Sempre che non siano fermati dalle tombe.