Centri sociali Milano: i sette scesi dal tetto della “bottiglieria okkupata”

E’ durata quasi tre giorni, piu’ di 56 ore la protesta dei ragazzi saliti sul tetto della ”Bottiglieria Okkupata” a Milano, insegno di protesta contro lo sgombero dell’edificio di via Savona, una delle strade della moda non lontano dai Navigli. I primi due dei sette che sono arrivati attraverso una botola sul tetto sono scesi fra ieri notte e questa mattina. Gli altri, invece, hanno resistito al freddo e alla leggera pioggia del pomeriggio finche’ una delegazione dei loro compagni e’ andata a prenderli. Questo e’ stato l’accordo raggiunto per sbloccare la situazione, un risultato per cui il sindaco Letizia Moratti ha voluto ringraziare il questore e gli uomini delle forze dell’ordine.

Verso le 15 alcune centinaia di ragazzi, di diversi centri sociali, si sono ritrovati per un presidio a Porta Genova chiedendo di poter andare in corteo gridando slogan come ‘La casa e’ un diritto, guai a chi lo tocca. Via Savona e’ in lotta’. Inizialmente non e’ stato dato il permesso. I ragazzi sono stati circondati dalle forze dell’ordine ed e’ stata chiusa la fermata del metro’ a fianco della Stazione per impedire che scendessero. Per un po’ hanno aspettato urlando ‘Milano libera’, cantando qualche brano rivisitato (‘Romagna mia’ trasformata in ‘Savona mia’ e ‘La Uno Bianca’ sulle note di ‘I Love You, Babe’ di Gloria Gaynor), e distribuendo ai passanti alcuni volantini.

Uno per denunciare quanto il Comune ”in tempo di crisi fa spendere alla collettivita’ per provare a chiudere uno spazio autogestito e vivo” ovvero, secondo loro, poco meno di 300 mila euro per pagare i circa 400 esponenti delle forze dell’ordine nelle 56 ore in cui e’ durata la protesta. L’altro invece era quello di invito al presidio. ”Noi – hanno scritto – miriamo molto piu’ in alto di un tetto e percio’ continueremo ad agitarci nei quartieri, nelle strade e, se necessario, nel sottosuolo”.

La prima forma di ‘agitazione’, intorno alle 18, e’ stato un corteo in via Coni Zugna, dove i manifestanti sono stati bloccati. Solo una delegazione, accompagnata dalla polizia, e’ entrata in via Savona ed e’ andata a prendere i cinque che ancora erano sul tetto. Appena scesi, con ancora le coperte in mano, stanchi e provati si sono abbracciati fra di loro, e hanno abbracciato anche qualche parente che li aspettava.

Dai compagni sono stati salutati come dei vincitori, sollevati sulle spalle, ristorati con bevande calde e cibo, accolti al grido ‘la gente come noi non molla mai’. Il corteo intanto, con il lancio di qualche petardo e l’accensione di qualche fumogeno, e’ continuato fino in piazza XXIV maggio dove si e’ sciolto.

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