
MILANO – M.D. 34 anni, incensurato, è lui il paracadutista che all’alba di giovedì mattina si è lanciato dalle guglie del Duomo di Milano ed è atterrato in piazza tra lo sgomento dei passanti. “Una bravata“, ha detto agli investigatori che lo hanno identificato e su di lui hanno aperto un fascicolo di indagine. M. D. è un professionista, da anni dedito ad iniziative estreme: non aveva alcuna finalità politica o pubblicitaria. Ma ora la bravata rischia di costargli cara.
Al trentaquattrenne gli investigatori della polizia sono giunti dopo aver sentito a lungo i 3 giovani, 2 donne e 1 uomo, fermati mentre erano intenti a riprendere la scena col telefonino. I tre avevano negato di conoscere il paracadutista ma poi messi alle strette hanno ammesso di fare parte del suo gruppo dedito ad azioni agonistiche estreme come il base-jumping.
Ora M.D. verrà denunciato all’autorità giudiziaria che deciderà in base a quale reato procedere: le ipotesi sono per procurato allarme, la violazione di domicilio e il getto pericoloso di cose. Sia l’autore sia i suoi amici sono incensurati e non appartengono a nessun gruppo legato a tematiche estremistiche, sono solo accomunati dalla passione per le esperienze pericolose e scenografiche. Il loro fine era solo quello di pubblicare un video virale su internet.
Secondo le indagini il giovane avrebbe passato la notte all’interno del Duomo nascondendosi dietro un’ intercapedine al momento della chiusura della terrazza dalla quale poi si sarebbe gettato.
