MILANO – Il gup di Milano Chiara Valori ha condannato, in abbreviato, a 7 anni di carcere il 61enne egiziano arrestato il 12 settembre scorso per aver cercato di soffocare la figlia 17enne con un sacchetto di plastica. L' accusa per lui era di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dal rapporto di parentela.
Stando al capo d'imputazione, l'egiziano, nato a Il Cairo e residente a Milano, ''dopo che la figlia gli aveva comunicato di avere avuto un rapporto sessuale con il fidanzato, considerando quindi un disonore intrecciare una relazione sentimentale con una persona estranea alla religione musulmana, pianificava per l'intera notte il modo per punire la figlia''.
Il 4 settembre le avrebbe infilato una busta di plastica in testa. Grazie alla sua ''ferma reazione'', la figlia che ''ha lottato per liberarsi dalla busta'' mordendo anche il braccio al padre, e' riuscita a liberarsi. L'egiziano 61enne si e' sempre difeso dalle accuse.
Il gup nel determinare la condanna ha accolto la richiesta del pm con la concessione delle attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti. A raccontare l'aggressione era stata la 17enne. Inizialmente denunciato per lesioni, il 61enne era poi finito in carcere con l'accusa di tentato omicidio su ordine del gip Vincenzo Tutinelli. Ora si trova ora ai domiciliari.
