MILANO – Un uomo straniero, di circa 50 anni, si è cosparso di ammoniaca stamani dentro il Tribunale di Milano, minacciando di darsi fuoco. L’uomo ha spiegato infatti ai carabinieri che sono intervenuti per fermare il suo gesto di protesta di aver denunciato alcuni mafiosi, ma che nonostante tutto oggi ha ricevuto il decreto di espulsione dall’Italia.
L’uomo è entrato dall’ingresso principale del Palazzo di Giustizia di Corso di Porta Vittoria, ha tirato fuori una tanica con un misto di ammoniaca e candeggina e si è cosparso con il liquido, gridando che si sarebbe dato fuoco. A quel punto sono intervenuti i carabinieri, a cui l’uomo ha raccontato di aver presentato una serie di denunce contro dei personaggi a suo dire legati a organizzazioni criminali mafiose, ma di avere ricevuto oggi stesso il decreto di espulsione.
E’ intervenuto anche il procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili che ha parlato con lo straniero, che si trova ora dentro gli uffici dei carabinieri all’interno del Palazzo di Giustizia.
E’ iraniano l’uomo che si è cosparso di ammoniaca e ha minacciato di darsi fuoco dentro il Tribunale di Milano, perché destinatario di un decreto di espulsione.
”Sono in Italia da oltre vent’anni e non voglio tornare in Iran”, ha raccontato ai carabinieri e al procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili che sono intervenuti per fermarlo.
L’uomo, regolare in Italia, è stato condannato per stalking nei confronti della sua ex moglie italiana, da cui ha anche avuto un figlio, e proprio la condanna, da quanto si è saputo, è il motivo dell’espulsione firmata dalla Questura di Milano. Dopo essere stato sentito a verbale negli uffici dei carabinieri del Tribunale, l’iraniano, che di lavoro e’ un autista ‘tuttofare’, e’ stato portato in ospedale per alcuni controlli.