Milano violenta coi minori: crescono le denunce per abusi

MILANO – Cinque al mese. Sono tanti i casi di violenza su minori denunciati dallo Sportello bambino maltrattato della clinica Mangiagalli di Milano nel suo primo periodo di apertura. Un piccolo bilancio quello dell’ospedale meneghino, indicativo però di come ancora troppi bambini subiscano abusi da parte degli adulti, che non di rado sono i loro stessi genitori. Situazioni che nella maggior parte delle volte rimangono nascoste tra le mura domestiche.

I numeri rilasciati dalla clinica milanese costituiscono il primo bilancio dello Sportello bambino maltrattato (Sbam), nato ai primi di novembre del 2011 e che in soli quattro mesi ha già scoperto venti casi di violenza su minori. Lo sportello dedicato si è costituito per assistere in modo adeguato i bambini violati che giungevano al Pronto soccorso violenza sessuale della Mangiagalli attraverso uno specifico percorso diagnostico-terapeutico. In Lombardia i bambini che subiscono violenze secondo i dati disponibili sono 6.500. E delle 500 persone che ogni anno si rivolgono al servizio Soccorso violenza sessuale della Mangiagalli di Milano, il 12% è rappresentato da bambini sotto i 14 anni (l’80% dei quali maltrattati in famiglia), in numero equivalente tra italiani e stranieri.

Lo Sportello è nato anche con l’obiettivo di far emergere situazioni che altrimenti rimarrebbero taciute: dagli abusi emotivi all’incuria, fino alle molestie fisiche sino a quelle sessuali. L’associazione agisce infatti a stretto contatto con il territorio ed ha scoperto i casi tramite proprie indagini, intervenendo poi per evitare l’aggravarsi delle situazioni. «Spesso si rivolgono a noi per altri motivi», ha spiegato Emilio Fossali, direttore del pronto soccorso pediatrico della Clinica De Marchi, «ma la visita evidenzia i maltrattamenti subiti». Lo Sbam si avvale della collaborazione di un’equipe di specialisti, composta di chirurghi, ginecologi, psichiatri, assistenti sociali e psicologi per tutelare i più piccoli, che vengono seguiti anche dopo essere stati dimessi dall’ospedale. «Abbiamo un medico che fa da tutor a questi minori», ha raccontato ancora Fossali, «si occupa della loro salute, è un punto di riferimento per le madri o per chi ha la loro tutela». I maltrattamenti vengono ovviamente denunciati all’autorità giudiziaria, ma il centro cerca anche di intervenire sulla famiglia, con la convinzione che si garantisce la salute del bambino occupandosi anche dell’equilibrio psichico dei genitori.

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Alberto Francavilla