MILANO – I difensori di Silvio Berlusconi, gli avvocati Niccolo' Ghedini e Piero Longo, all'inizio dell'udienza del processo Mills, a cui sta partecipando anche il premier, si sono opposti alla testimonianza dell'armatore Diego Attanasio come teste 'semplice', chiedendo ai giudici che venga sentito come testimone imputato in procedimento connesso.
Il pm Fabio De Pasquale ha replicato alla questione sollevata dalla difesa, spiegando che i difensori del presidente del Consiglio hanno ''il desiderio'' che Attanasio non venga sentito perche' gia' nel processo a carico di David Mills ''ha smentito'' la tesi dei legali dell'avvocato inglese che sostenevano che i 600 mila dollari al centro del processo erano un regalo da parte dell'armatore napoletano a Mills. Secondo l'accusa, invece, quei soldi sarebbero stati versati da Berlusconi a Mills come ''regalo'' per le sue testimonianze reticenti in due vecchi processi. Come hanno spiegato gli avvocati Ghedini e Longo, Attanasio e' ancora imputato per corruzione in un procedimento a Salerno in fase di appello. Nel procedimento salernitano, secondo i difensori, si parla di un flusso finanziario ''di 10 milioni, che e' lo stesso su cui dovremmo discutere oggi e su cui deve essere sentito Attanasio''. Dunque, per la difesa, l'armatore va sentito con l'assistenza di un legale e anche con la possibilita' di avvalersi della facolta' di non rispondere.
Il pm De Pasquale ha replicato che ''tutte le carte depositate oggi dalla difesa su questa questione sono una massa di carte che non dicono nulla''. La questione era gia' stata affrontata nel processo a carico di Mills e i giudici l'avevano respinta. I magistrati della decima sezione penale sono entrati in camera di consiglio da pochi minuti per decidere.