ROMA, 26 FEB – Correttezza dell'operato dei giudici di Milano e rilancio delle riforme: ''sgombrato il campo da sospetti e strumentalizzazioni'', al piu' presto nuove regole sulla durata dei processi. E' quanto afferma ed auspica in un'intervista al Messaggero il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, dopo la sentenza del processo Mills.
''Le sentenze, tutte, non si commentano ma si rispettano – premette Vietti – Mi pare pero' si possa dire che a Milano non c'e' stato quel plotone di esecuzione che taluno paventava, ma magistrati seri che hanno applicato la legge. Coloro che parlavano di condanna gia' scritta evidentemente sono stati smentiti''. Vietti si augura che ''dal processo a Berlusconi non si passi al processo ai magistrati. Tornare al conflitto non conviene a nessuno''. E che ''l'esito di questo processo sgombri il campo da qualunque sospetto di strumentalita'. Da domani'' di prescrizione ''se ne potra' e se ne dovra' ragionare piu' pacatamente e lucidamente. Il problema – sottolinea – e' che ogni anno in questo Paese 169 mila processi vanno al macero''.
Una soluzione puo' venire dall'estero: ''L'Europa puo' esserci d'esempio. In Germania quando pende il processo i termini di prescrizione si raddoppiano. In Francia di fatto la prescrizione durante il processo non corre piu'. Io ho suggerito di cominciare a ragionare sul fatto che o con il rinvio a giudizio o almeno con la condanna di primo grado la prescrizione si congeli. E poi facciamo pure il processo breve, fissando per legge la durata dei gradi di giudizio''. Sulla possibilita' che si proceda a una riforma della giustizia, Vietti osserva: ''Registro un clima politico piu' sereno, approfittiamone per interventi organizzativi non dilazionabili''. Una riforma costituzionale, invece, ''i tempi della legislatura non la consentirebbero''. Vietti sottolinea inoltre che e' necessaria una ''revisione della geografia giudiziaria'' con ''la riorganizzazione delle circoscrizioni senza cedere ai campanilismi''.
E poi ''diminuire il flusso in entrata'' dei processi, cosa che nel penale si ottiene con ''una drastica depenalizzazione''. C'e' inoltre, osserva, ''il problema dei tre gradi di giudizio, sono un lusso che non ci possiamo piu' permettere''. Infine, Vietti chiede che si proceda ''senza ulteriori indugi'' ad varare provvedimenti anti-corruzione.