ROMA – I minori stranieri non delinquono più degli italiani. ''E' sfalsato il dato che viene veicolato: il tasso di devianza straniera non è preponderante rispetto a quello italiano''.
Rispetto al totale delle due popolazioni, italiana e straniera, ''la predominanza di minori che delinquono è italiana''. E' quanto ha affermato il direttore generale per l'attuazione dei provvedimenti giudiziari del Dipartimento della Giustizia minorile, Serenella Pesarin, in occasione di un convegno a Roma su ''Giustizia minorile, minori stranieri e comunicazione sociale''.
Tra i minori italiani nei guai con la giustizia, ha sottolineato la dirigente, ci sono anche ragazzi provenienti da ''famiglie normali, oltre che a giovani implicati con le organizzazioni criminali''. Ed è aumentato il ''grado di violenza'' dei reati contestati.
Per quanto riguarda i minori stranieri autori di reato, ha ammesso Pesarin, c'è stato un periodo in cui l'incidenza era forte, soprattutto ''prima che la Romania entrasse nell'Ue''. Ma poi questi minori ''sono usciti dalla clandestinità e non hanno più cercato protezioni sbagliate''.
Oggi, tra chi delinque, ''resta prevalente la fascia dei romeni (furto) e dei magrebini o rom residenziali (spaccio). C'è inoltre una presenza nuova delle bande latino-americane soprattutto nel Nord Italia, mentre un'attenzione particolare va rivolta ai minori non accompagnati che arrivano nel nostro Paese con gli sbarchi, che saranno obbligati a delinquere''.
Confrontandosi con rappresentanti delle istituzioni francesi e olandesi, Pesarin ha ricordato che in Italia, ai ragazzi stranieri sono stati garantiti mediatori culturali e servizi di etno-psichiatria. Inoltre nell'ambito del progetto Oltre le discriminazioni, finanziato con fondi Fei e di cui oggi sono stati discussi i risultati, sono stati distribuiti dei glossari sulla giustizia minorile tradotti in francese, inglese, spagnolo e arabo e sono state elaborate delle linee guida, in collaborazione con l'Ordine dei giornalisti e la Fnsi: ''Un patto di alleanza sulla comunicazione sociale, per incidere sull'esito dei percorsi di reinserimento dei minori autori di reato''.
