Minorenni romene costrette a prostituirsi, due condannati

ROMA – Tre assoluzioni e due condanne. Con questa decisione si e' chiuso il processo d'appello che vedeva cinque persone (tre italiani e due romeni), accusate a vario titolo e a seconda delle posizioni, di sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale. La sentenza è stata emessa dalla I Corte d'assise d'appello di Roma, presieduta da Mario Lucio D'Andria.

In particolare, sono stati assolti Vincenzo Di Nardi, Pasquale Martino e Italo Vezza (in primo grado erano stati condannati a pene comprese tra i 5 anni e 4 mesi, e i 4 anni di reclusione); confermate le condanne inflitte dal gup a Mariana Simona Nicolae (2 anni e 8 mesi) e David Claudiu Pioara (3 anni).

Il processo in questione era una tranche di una maxi-inchiesta che all'epoca convinse gli investigatori di avere scoperto un'organizzazione che faceva arrivare ragazze nel Lazio dalla Romania con la promessa di un lavoro sicuro e onesto, e che poi venivano fatte prostituire dopo averle ridotte in stato di schiavitù.

Tra gli episodi contestati, anche quello di un affittacamere che secondo l'accusa aveva abusato di una diciassettenne a bordo della sua autovettura, nonche' quello di un abuso 'itinerante' di una ragazza, indotta a seguire l'aguzzino in giro per l'Italia a bordo di un camion.

Oggi la sentenza di appello per coloro che all'epoca chiesero di essere giudicati con il rito abbreviato. La tranche principale del processo, davanti alla I Corte d'assise, è ancora in corso; nei prossimi giorni la nuova udienza del dibattimento che vede imputati cinque romeni, tra l'altro per l'accusa di riduzione in schiavitu'.

Published by
Alessandro Avico