Mobbing a 1,5 mln di lavoratori: colpisce anche gli operai

TORINO – Il mobbing colpisce anche gli operai. Non piu' quadri e dirigenti, ma anche addetti alle mansioni piu' semplici. Sarebbero loro le vittime preferite degli abusi psicologici in azienda. Lo ha sottolineto Laura Seidita, segretaria regionale Cgil Piemonte, in un convegno sul mobbing a Torino, al quale e' intervenuto il procuratore aggiunto del Tribunale di Torino, Giancarlo Caselli.

Sono circa un milione e mezzo – secondo il monitoraggio effettuato dall'istituto per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, che ha aperto un centro di ascolto sul fenomeno – i lavoratori italiani vittime del mobbing su 21 milioni di occupati. Il fenomeno e' piu' presente al nord (65%) e colpisce in misura maggiore le donne (52%). Oltre il 70% lavora nella pubblica amministrazione.

I piu' esposti sono gli impiegati con il 79%, seguono i diplomati con il 52%, infine i laureati con il 24%. Nell'Unione Europea le persone vittime di vessazione sul posto di lavoro sono circa 12 milioni pari all'8% degli occupati. In testa alla classifica dei paesi dove piu' numerosi sono i casi di mobbing c'e' l'Inghilterra con il 16%, segue la Svezia con il 10,2%, la Francia con il 9,9%, l'Irlanda con il 9,4%, la Germania con il 7,3%, mentre l'Italia con il 4% si pone al di sotto della media europea.

Il mobbing – secondo i dati illustrati – ha un costo elevato per il datore di lavoro: la produttivita' cala, infatti, del 70%. Ma anche per lo Stato e per l'intera comunita' e' un danno, sia per i disservizi che il mobbing produce, sia perche' il sistema sanitario nazionale sostiene costi per terapie, ricoveri, medicine. Aumentano inoltre le spese per gli oneri sociali, quali: sussidi, pensioni anticipate, mobilita', invalidita', ammortizzatori sociali e altro.

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