Moda: sexy e femminile? La vera storia del corsetto

PARIGI, 3 GIU – Simbolo di seduzione, femminilita', bellezza, il corsetto in origine non era ne' sexy ne' destinato alle donne: i primi ad usarlo furono gli uomini, nel Medioevo, e aveva una funzione protettiva. Era insomma un'armatura. La vera storia del corsetto, tra curiosita' e aneddoti, e' raccontata in un libro appena uscito in Francia, dal titolo 'Corset', di Hubert Barrere, stilista di 'bustier' e collaboratore delle piu' grandi maison della haute-couture, e Charles-Arthur Boyer, storico della moda.

''La parola corsetto entra nel linguaggio comune nel XIII secolo – spiegano gli autori – Si tratta di un'armatura maschile che protegge gli organi vitali, dalle spalle fino alle anche. Non e' ne' sexy, ne' intima, ma racchiude gia' in se' l'idea del 'tutore del corpo e dello spirito'. Un uomo in corsetto e' un uomo vero, virile''.

E' nel Rinascimento che oltre alla versione maschile del bustino si diffonde quella femminile, che riproduce la forma attuale, e serve a ''contenere la carne bianca e molle''. E' a cono e si dissimula sotto pesanti tessuti che ricoprono interamente il corpo. Non e' ancora un elemento di seduzione: all'epoca non era il bel decollete' – appiattito e schiacciato sotto il corsetto – ad essere considerato sexy, piuttosto i piedi, il ventre rotondo e ancora di piu' la linea del polpaccio. La sua stoffa, da grezza, diventa sempre piu' lussuosa, e spesso viene esibito sopra gli abiti.

Tra la fine del XVII e il XIX secolo il bustino conquista la Francia (in quest'epoca la maggior parte dei maschietti, tra nobili, banchieri e uomini d'affari, sono ancora incorsettati per avere una postura piu' elegante): all'inizio e' un modello piu' morbido, con le bretelle, che si allaccia sul davanti, ma si trasforma rapidamente in un modello piu' rigido, ''esageratamente comprimente'', che fa traboccare i seni e stringe la vita fino a stritolarne gli organi interni, spezzare le costole e deformare la gabbia toracica. In base alle voglie c'e' il corsetto del mattino, d'inverno, da viaggio, per la gravidanza, per l'equitazione e per fare il bagno nel mare. Tra il 1828 e il 1848 sono stati depositati oltre 64 brevetti per i corsetti. Chi non aveva domestiche per farselo stringere dietro, ricorreva al marito che ''spesso inventava un modo tutto proprio per allacciarlo come tecnica per scoprire eventuali tradimenti''. Strumento di tortura e insieme di bellezza provocatoriamente esibita, il corsetto diventa quindi il simbolo della femminilita' peccaminosa ritratta da Toulose-Lautrec o sublimata dai romanzi di Honore' de Balzac e Guy de Maupassant, un elemento del vestiario irrinunciabile per le signore fino agli anni venti del secolo scorso. Viene bandito dagli armadi da Coco Chanel e minacciato a morte dalla rivoluzione del Maggio '68, ma dopo pochi decenni gli stilisti, da Vivienne Westwood, a Jean-Paul Gaultier e Dolce & Gabbana, se ne sono riappropriati facendolo diventare un accessorio glamour delle star (Kylie Minogue, Madonna, Lady Gaga) e un inno alla lingerie. Oggi le stecche di balena (erano 104 per un solo bustier al tempo di Luigi XV) sono state sostituite da quelle in acciaio, e viene ricamato, stampato, imbellettato da pizzi, mentre bottoni e cerniere hanno reso piu' pratica la vestibilita'. Ma soprattutto il corsetto nel XXI secolo non e' piu' un accessorio per gli uomini.

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Emiliano Condò