I carabinieri di Mondovì hanno arrestato dodici persone, 11 uomini e una donna. Sono accusati di avere messo a segno diversi furti nelle ricche ville del principato del Liechtenstein e in Svizzera. L’operazione è stata condotta in stretta collaborazione col Comando di Cuneo e con la Polizia dei due paesi europei. L’indagine è stata chiamata “Affari d’ oro”, dal nome del laboratorio orafo di Mondovì attraverso il quale il prezioso metallo veniva ricettato e poi inviato per la fusione a Valenza Po.
Le indagini sono iniziate oltre un anno fa, dopo una segnalazione giunta ai carabinieri. I militari hanno così potuto controllare il negozio monregalese “Affari d’ oro”, nel centralissimo corso Statuto. Si è poi scoperto che questo esercizio commerciale era frequentato da alcuni nomadi di origine sinti. I successivi controlli, assieme ad alcune intercettazioni, hanno permesso ai militari di scoprire l’attività del gestore e la complicata ramificazione internazionale che portava l’ oro depredato dalle ville del Liechtestein e della Svizzera nel Cuneese. Nei giorni scorsi l’intervento dei carabinieri ha portato al sequestro del laboratorio orafo e all’arresto della banda. Gli arrestati sono stati raggiunti dalle ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Mondovì, su richiesta della Procura della Repubblica. Sono tutti accusati di associazione per delinquere finalizzata a commettere furti, ricettazione e riciclaggio.
