Monsignor Bronislaw Morawiec condannato: “Prese 210mila euro da conto Ior”

Il Vaticano (Foto Lapresse)

ROMA – Ha preso 210mila euro da un conto intestato alla basilica che era incaricato di gestire inscenando di dover pagare una società svizzera che in realtà non esiste. Monsignor Bronislaw Morawiec, camerlengo della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, è stato condannato a tre anni di reclusione con l’accusa di appropriazione indebita e utilizzo di atto falso, scrive Michela Allegri sul Messaggero.

La sparizione dei 210mila dal conto dello Ior non è l’unica irregolarità di gestione di cui è sospettato l’ex economo polacco. Bronislaw, infatti, è stato anche denunciato per la realizzazione di un volume illustrato costato alla basilica quasi un milione di euro.

Racconta Allegri sul Messaggero:

“Per fare chiarezza è necessario tornare al marzo del 2013, quando l’arciprete di Santa Maria Maggiore, il cardinale Abril Santos y Castillò, si accorge che nel bilancio della chiesa qualcosa non torna. Quindi, sporge denuncia e punta il dito contro l’ex camerlengo, accusandolo di aver sperperato il patrimonio basilicale. Scatta un‘inchiesta coordinata dal Promotore di Giustizia vaticano Gian Pietro Milano che, negli atti, sottolinea come effettivamente dai documenti della contabilità targata Morawiec emergano «in modo inoppugnabile gravi irregolarità, operazioni fittizie, totale mancanza di un protocollo della corrispondenza in entrata e in uscita».

Le indagini si concentrano, almeno all’inizio, su un fatto specifico: la sottrazione di 210 mila euro da un conto intestato alla basilica e acceso presso lo Ior dal camerlengo. Il monsignore, che avrebbe effettuato il prelievo di persona e in contanti, si sarebbe giustificato dicendo di dover pagare una fantomatica società svizzera, la «Integrate Trade Consulting Sa», per un servizio di mediazione prestato in relazione all’acquisto, da parte di Santa Maria Maggiore, di un palazzetto posto in via dell’Olmata, a Roma. Dalle indagini, però, emerge subito che la società estera è inesistente, e che nessun altro organismo ha prestato in favore della basilica alcuna mediazione nella compravendita immobiliare. Secondo l’accusa, la somma è stata «indebitamente corrisposta» dalla banca pontificia «per iniziativa fraudolenta del monsignore».

Di fronte alle richieste di chiarimento avanzate da Castillò, inoltre, Morawiec avrebbe commesso un errore grossolano: per giustificare il prelievo, avrebbe mostrato all’arciprete una fattura intestata alla società fittizia e contenente errori ortografici. «La fattura presenta vistose e ingiustificabili anomalie», scrive l’accusa: sbagliata l’intestazione e, addirittura, sbagliata la nazionalità del destinatario. Invece di scrivere «Switzerland», per indicare la sede dell’azienda, il monsignore avrebbe infatti dimenticato una lettera e avrebbe digitato la parola “Swizerland”. Il Promotore di Giustizia non ha dubbi: il documento è fasullo, ed è stato «confezionato e utilizzato dall’imputato per giustificare l’appropriazione indebita». Morawiec finisce quindi sul banco degli imputati e viene condannato. Dovrà anche pagare un risarcimento di 250 mila euro alla basilica”.

 

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Maria Elena Perrero