Montecchio Maggiore: basta volantini in lingua straniera

MONTECCHIO MAGGIORE (VICENZA), 13 GIU – Niente piu' avvisi pubblici incomprensibili e regolarizzazione dell' attivita' di volantinaggio, quasi totalmente in mano agli immigrati. A firmare le due ordinanze, uniche nel genere in Italia, e' Michela Cecchetto, sindaco di Montecchio Maggiore, uno dei comuni del vicentino con il piu' alto tasso di stranieri.
La prima, controfirmata dal prefetto di Vicenza, obbliga chiunque voglia utilizzare lingue diverse dall'italiano per redigere avvisi di portata pubblica, di qualsiasi contenuto, a comunicarne al sindaco il contenuto, tradotto in italiano, sette giorni prima della divulgazione dell'avviso. L'obiettivo e' quello di portare a conoscenza l'amministrazione di incontri, riunioni o altri momenti pubblici della vita delle comunita' straniere, in modo da intervenire anche per garantire l'ordine pubblico.
''Non si tratta di un'autorizzazione – precisa Milena Cecchetto, rappresentante della Lega Nord – ma di una semplice comunicazione, necessaria al Comune per tenere monitorato il territorio e utile anche agli stranieri, che possono eventualmente contare sulla presenza delle forze dell'ordine in caso di incontri particolarmente affollati o su tematiche calde''.
La seconda ordinanza, che arriva dopo gli scontri, con spranghe e bastoni, avvenuti nei mesi scorsi tra stranieri nella frazione di Alte (abitata da 4700 extracomunitarie sui 7500 residenti), ha come obiettivo regolarizzare l'attivita' della pubblicita' ''porta a porta'', esercitata per buona parte da bengalesi.
L'ordinanza obbliga le ditte a comunicare al Comune il nome di coloro che provvedono alla distribuzione, con indicazione degli estremi del permesso di soggiorno e del regolare rapporto di lavoro. La distribuzione dei volantini non puo' essere esercitata prima delle 8 e dopo le 19, oltre che nella fascia dalle 12 alle 15.30. ''Non vogliamo – conclude la Cecchetto – che il nostro territorio sia terra di conquista per attivita' illegali e per sfruttamento di persone deboli e minori''.

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Alberto Francavilla