Morte Claudio Birolini: risarcimento Esselunga da 1,3 milioni

MILANO – Hanno ricevuto un risarcimento 'extragiudiziale' di 1,3 milioni di euro, i familiari di un operaio morto schiacciato nell'ottobre 2009 da un camion nell'area scarico merci di un supermercato Esselunga a Milano. Oggi il gup di Milano Andrea Ghinetti ha ratificato il patteggiamento di Esselunga spa, che era imputata in base alla legge 231 del 2001 sulla responsabilita' amministrativa degli enti, a una pena pecuniaria di 223 mila euro. Hanno patteggiato un anno (pena sospesa) anche il vicepresidente della societa', Paolo De Gennis, e altre due persone.

I familiari hanno ritirato la costituzione di parte civile, perche', da quanto si e' saputo, sono stati risarciti, da Esselunga e dalla ditta di trasporti, fuori dal giudizio con una cifra di circa 1,3 milioni di euro, che e' andata in parti diverse alla moglie, ai due figli, ai genitori e ai tre fratelli dell'operaio.

Per quella 'morte bianca', il pm di Milano Francesca Celle aveva infatti chiesto il rinvio a giudizio anche per Esselunga, perche', all'epoca dei fatti, ''non si era ancora dotata – scriveva nell'imputazione – di alcun modello organizzativo e gestionale'' finalizzato alla ''prevenzione del reato di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro''.

Secondo il pm, che ha disposto una consulenza tecnica, la tragedia, avvenuta nel punto vendita di via Washington, si sarebbe potuta evitare se Esselunga avesse eliminato le ''pendenze improprie del piazzale merci del supermercato'' e creato ''uno spazio di rifugio antischiacciamento'' per gli autisti. L'operaio, Claudio Birolini, 45 anni, con una moglie e due figli – assistiti dall'avvocato Michele Iudica – era rimasto schiacciato contro il muro da un camion, il 26 ottobre 2009, nell'area merci del supermercato. Dal procedimento era comunque emerso che l'uomo aveva lasciato il mezzo senza freno a mano tirato e con il motore acceso.

Oggi, davanti al gup, la societa' ha patteggiato, cosi' come il suo vicepresidente e come il titolare della ditta di autotrasporti Capozzi srl per cui lavorava l'operaio. Patteggiamento a un anno anche per Aldo Botta, responsabile della direzione logistica per Esselunga. Rinviati a giudizio, invece, con il processo fissato per il 4 aprile davanti alla nona sezione penale, il direttore del cantiere, il responsabile impianti e quello dei trasporti, e il direttore del punto vendita.

Published by
Alberto Francavilla