Morte Maricica, fu il pugno o errore dei medici?

ROMA, 21 GIU – La prima Corte d'Assise di Roma ha affidato una superperizia a due professori del policlinico Gemelli che dovranno stabilire se Maricica Hahaianu, l' infermiera deceduta il 15 ottobre scorso, e' morta a causa del pugno sferrato da Alessio Burtone o, come sostiene la difesa del ragazzo, per negligenze dei medici del policlinico Casilino, dove la donna fu ricoverata. La perizia, che verra' depositata entro 90 giorni, verra' effettuata da Giuseppe Petrugno, specialista in medicina legale e delle assicurazioni, e Carmelo Anile, primario di neurologia. I due dovranno accertare quali fossero al momento del ricovero, avvenuto l'8 ottobre, le condizioni della donna, se le cure prestate sono state adeguate, se l'estubazione spontanea dovesse essere ripristinata tempestivamente visto il successivo blocco respiratorio di cui debbonmo peraltro scoprirne le cause. Nel corso dell'udienza del processo, che vede Burtone accusato di omicidio preterintenzionale, sono stati ascoltati tre testimoni citati dal pm: Claudia Carocci, la cassiera del bar della stazione della metropolitana Anagnina dove sono avvenuti i fatti, Manuel Milanese, la guardia costiera che ha assistito ad una parte della lite tra Maricica e Burtone e che ha poi bloccato il giovane, Carla Akakpo Nimata, la studentessa in psicologia che chiamò il 118. Le dichiarazioni di questi ultimi due testimoni, chiamati a rievocare i fatti, sono apparse alla difesa, rappresentata dagli avvocati Giannantonio Minghelli e Fabrizio Gallo, troppo contrastanti e pertanto hanno chiesto al tribunale di inviare gli atti alla Procura per fare chiarezza e procedere eventualmente per falsa testimonianza, annunciando anche l'intenzione di voler presentare una denuncia sul punto.

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Emiliano Condò