ROMA – Dalle scandalo del Monte dei Paschi di Siena ecco un legame con una delle indagini in corso sulla cosiddetta “banda del 5%” che ha fatto emergere una pista che collega, attraverso transazioni ritenute illecite, la Repubblica di San Marino con il paradiso fiscale dell’arcipelago della Repubblica di Vanuatu, situato nell’Oceano Pacifico, dove sarebbe stato scovato un tesoretto frutto dei reati compiuti ai danni dell’istituto creditizio senese. Un’ingente somma di denaro che sarebbe rientrata in Italia con lo scudo fiscale.
La pista sarebbe emersa dalle stesse rogatorie che hanno portato nelle scorse settimane i pm dell’inchiesta, Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, in Svizzera e a San Marino, oltre che dalle perquisizioni condotte dalla Guardia di Finanza in città italiane e nel Canton Ticino. Proprio nella Repubblica del Titano i pm avrebbero scoperto la transazione di denaro ritenuta illecita fino alla Repubblica di Vanuatu.
Intanto, nel filone d’inchiesta riguardante sempre la “banda del 5%” il collegio del riesame presso il Tribunale di Siena si è riservato la decisione, prevista nei prossimi giorni, sul ricorso che Antonio Pantalena, manager interno alla struttura finanziaria di banca Mps, accusato di riciclaggio dai pm, ha presentato contro il sequestro subito, insieme ad altri tre indagati, il 5 marzo scorso per una cifra complessiva di sei milioni di euro a carico di quattro indagati. Pantalena,, secondo l’accusa avrebbe fatto parte, con alcuni broker di società ’ esterne, con l’ex capo area di Mps Gianluca Baldassarri e con il suo vice Alessandro Toccafondi, della “banda del 5%”, il gruppo di manager che avrebbe fatto la “cresta” su molte operazioni finanziarie di Rocca Salimbeni.
