FERRARA – Dopo l'esposto che ha innescato l'inchiesta penale, i primi avvisi di garanzia. Sono sei i sanitari indagati per la morte di Edi Zanasi, 39 anni, e del neonato che avrebbe dovuto renderla madre per la seconda volta, martedi' notte, nella sala parto dell'ospedale di Cento (Ferrara). Gli avvisi sono stati notificati oggi, lo stesso giorno in cui i carabinieri di Cento hanno acquisito la cartella clinica della donna e sentito nuovi testimoni. Lunedi' prossimo saranno affidati gli incarichi per lo svolgimento dell'autopsia, l'esame che dovra' accertare le cause del decesso della donna, originaria di Crevalcore (Bologna) e residente a Ravarino (Modena), e del bambino. L'Asl di Ferrara ha gia' comunicato che una commissione tecnica ha escluso responsabilita' professionali per il personale sanitario; la prossima settimana si riunira' un nuovo organismo tecnico, sempre espresso dall'Asl, che ha avviato un'indagine interna, il quale dovra' esaminare nei minimi dettagli il decorso sanitario della donna e del bambino. L'Asl ha ipotizzato un distacco di placenta come causa della tragedia. La famiglia della vittima chiede giustizia. Disperati il marito della donna, ex carabiniere, e la madre. Il dubbio dei congiunti riguarda la possibile utilita' del taglio cesareo. Perche' non fu eseguito?, chiedono. Edi Zanasi era entrata martedi' scorso in sala operatoria a Cento, alle 22.30 era iniziato il travaglio. Secondo la ricostruzione dell'Asl, all'1.35 la donna si e' sentita male e all'1.47 ha espulso il figlio morto. Poi le sue condizioni si sono aggravate, alle 3.30 del mattino di mercoledi' e' deceduta.