BOLOGNA, 15 OTT – Un uomo di 50 anni, Alessandro Cuda, e' morto il 7 ottobre all'ospedale Sant'Orsola di Bologna, il giorno prima del suo compleanno, mentre si sottoponeva ad una Tac cardiotoracica: un controllo che faceva ogni sei mesi, dopo che, nel 2008, era stato operato nel policlinico bolognese per un aneurisma.
La famiglia ha sporto querela, attraverso l'avvocato Stefania Scarpati e il pm Manuela Cavallo ha aperto un'inchiesta che vede indagati per omicidio colposo un medico, un tecnico radiologo e un infermiere.
La vicenda e' stata riportata da due quotidiani bolognesi. Venerdi' e' stata fatta l'autopsia: la morte e' avvenuta per un arresto cardiaco improvviso e per saperne le cause bisognera' attendere l'esito degli esami dei tessuti.
L'uomo, che viveva a Firenze con la moglie e due figli e che era dipendente di una societa' di vigilanza privata, era allergico al liquido di contrasto e ogni volta che si sottoponeva alla tac, dopo l'intervento nel quale gli era stata applicata una protesi all'aorta, seguiva una profilassi. Doveva prendere un medicinale antiallergico dodici e sei ore prima del controllo.
Una prassi che avrebbe seguito regolarmente anche questa volta. Prima di entrare nella sala, gli e' stata fatta una flebo preparatoria: subito dopo e' entrato, si e' sdraiato sul lettino e ha cominciato a star male.
Inutili, i tentativi di rianimarlo. All'esame autoptico hanno assistito anche i consulenti della difesa degli indagati, sostenuta dall'avvocato Pietro Giampaolo. Qualche giorno prima ne era gia' stata fatta una, in via amministrativa, eseguita dall'ospedale e alcuni organi erano gia' stati prelevati.