da: Corriere della Sera
L’ ultimo a vederla, dietro l’ altare della Santissima Trinità, fu Danilo Restivo, che le aveva dato un insolito appuntamento in Chiesa: «C’ erano pochissime persone e siamo stati insieme una decina di minuti. Poi Elisa mi disse che doveva vedere un’ amica e se ne andò». Era mezzogiorno del 12 settembre 1993. Diciassette anni dopo Elisa Claps, che all’ epoca aveva 16 anni, è stata ritrovata proprio dove era scomparsa: il corpo mummificato era murato in un angolo del sottotetto della Chiesa dove si accede attraverso un cunicolo. A dare l’ allarme alcuni operai che stavano lavorando per riparare infiltrazioni d’ acqua. Accanto ai resti un paio di occhiali, i sandali, una catenina e un orologio. Elisa era stata cercata con sofisticate apparecchiature anche in Chiesa, ma nessuno si era mai spinto fino a quel sottotetto. «Solo l’ esame del Dna potrà dirci se si tratta di Elisa Claps» sono le parole ufficiali del questore di Potenza, Romolo Panico. Ma è chiaro che gli investigatori sono certi di essere di fronte ad una svolta. Gli occhiali sarebbero stati riconosciuti, anche se non ufficialmente, dai familiari della ragazza. E gli abiti sarebbero compatibili con quelli che Elisa indossava al momento della scomparsa. La madre Filomena e il fratello Gildo sono sconvolti. Da oggi la polizia scientifica e l’ anatomo-patologo Francesco Introna, lo stesso medico legale già…
