NAPOLI – Acque nere e residui liquidi della lavorazione del vetro – oltre centomila tonnellate – sono finiti per anni nelle fogne e nelle campagne, in una vasta area tra Napoli e altri comuni a nord del capoluogo. Emerge dall'inchiesta che ha portato oggi alla cattura di sette persone e alla denuncia di un'altra sessantina con l'accusa di traffico illecito organizzato di rifiuti, pericolosi e non.
La guardia di finanza ha accertato che i sette – cinque dei quali fanno parte dello stesso nucleo familiare – ritiravano i rifiuti liquidi da abitazioni private, condomini, piccole imprese e li smaltivano sversandoli direttamente nelle condotte fognarie o spargendoli nei campi. Gli indagati, e' stato sottolineato in una conferenza stampa, erano operativi da anni e hanno continuato ad agire nonostante i diversi sequestri di mezzi subiti in precedenti occasioni. E' stato calcolato che abbiano sversato illecitamente oltre 100mila tonnellate di rifiuti liquidi con un profitto non inferiore ai 10 milioni di euro in pochi anni.
I comuni interessati dagli sversamenti abusivi sono Napoli, Afragola, Cardito, Frattamaggiore, Giugliano e Trecase, quest'ultimo all'interno del parco nazionale del Vesuvio.