Il rincaro della pasta si fa sentire anche sulle tavole natalizie. Nel giorno di Natale, sia a pranzo che a cena, il consumo di pasta di grano duro è calato del 59,6 rispetto al Natale scorso. Lo riferisce Contribuenti.it,l’Associazione Contribuenti Italiani con Lo Sportello del Contribuente, Lo Sportello Antiusura, Lo Sportello diversamente abili, Lo Sportello Immigrati, Lo Sportello Colf, Lo Sportello PMI e Lo Sportello Onlus, che ha organizzato lo ‘sciopero della pasta’ per protestare contro l’aumento dei prezzi e a sostegno dell’intervento del Garante.
Il maggior calo nei consumo si registra, secondo i dati rilevati in 40 città , nella provincia di Napoli con – 64,9% di pasta di grano duro consumata, seguito da Roma con – 63,7%, Torino con -63,4%, Milano con -62,8%, Palermo con -62,3%, Genova con -61,8%, Treviso con – 60,6%, Bergamo con -58,3%, Firenze con -57,0%, Bari con -56,5%, Cagliari con -53,6%, Campobasso con -52,1%. «Il successo dello sciopero conferma che gli italiani sono sempre più preoccupati del caro vita – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti italiani – In Italia abbiamo assistito ad una lievitazione dei prezzi dei generi di prima necessità pari al doppio della media europea».
