Negò loro il vino, uccisero un clochard: due romeni condannati

ROMA, 23 MAR – L'antipatia personale per il rifiuto di condividere il contenuto di una bottiglia di vino fu la causa scatenante del massacro di un barbone trovato morto nel dicembre 2009 in un'autovettura posteggiata vicino la Stazione Termini di Roma. Un fatto per il quale due romeni, Daniel Nicolae Pavel e Alexandru Tofaleanu, sono stati condannati oggi rispettivamente a 12 e 14 anni di reclusione. La sentenza e' stata emessa dalla prima Corte d'assise d'appello della capitale; in primo grado, a conclusione del rito abbreviato, l'11 luglio scorso Pavel e Tofaleanu erano stati condannati a 14 anni di carcere ciascuno dal gup di Roma Adele Rando.

Era il 14 dicembre 2009 quando un barbone, probabilmente 45enne di nazionalita' russa (ma non fu mai identificato) fu ucciso nel sonno, colpito violentemente – in prevalenza alla testa – dapprima con pugni e poi con alcune bottiglie di vetro. Il corpo fu trovato dentro una vecchia auto – la sua dimora abituale – nel parcheggio antistante la Stazione Termini della capitale. Fu un appuntato dei carabinieri in servizio di vigilanza ad essere avvicinato da una persona che gli segnalo' la presenza del cadavere. Il corpo, dentro l'auto, era parzialmente coperto, con la testa macchiata di sangue. Le indagini portarono presto all'individuazione di Pavel quale autore dell'omicidio. Il giovane, 21 anni nato a Bucarest, confesso' tutto, accusando anche Tofaleanu, 42 anni connazionale di Focsani. In sede di interrogatorio di garanzia, lo stesso Pavel confermo' la responsabilita', escludendo pero' l'intenzionalita' dell'azione. A conclusione del processo col rito abbreviato, per entrambi i romeni arrivo' quella condanna adesso confermata in appello (solo quella di Pavel ridotta di due anni rispetto all'originaria).

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Elisa D'Alto