MILANO, 17 GEN – E' 'giallo' sull'eta' di Goico, il nomade fermato domenica scorsa in Ungheria con l'accusa di omicidio volontario per aver travolto e ucciso alla guida di un Suv il vigile urbano Niccolo' Savarino, a Milano. I suoi familiari, infatti, e in particolare il padre, hanno preso contatti con la Procura di Milano attraverso i loro legali e sostengono che il giovane ha solo 17 anni e ne compira' 18 a maggio.
Un punto su cui la difesa ovviamente insistera' molto, chiedendo tutti gli accertamenti possibili, perche' se il ragazzo fosse minorenne, la competenza sarebbe della magistratura minorile.
Goico, che, a detta dei suoi familiari, non si chiamerebbe nemmeno Jovanovic come risulta da uno dei suoi molti 'alias' ma Nicolic, se andra' a processo da maggiorenne infatti rischia fino all'ergastolo poiche' e' accusato di omicidio volontario pluriaggravato in concorso con il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Davanti al Tribunale dei Minori, invece, le pene sono certamente inferiori e diverse e in quel caso non finirebbe in carcere ma in un istituto penitenziario minorile. Oggi, nell' udienza davanti ai magistrati ungheresi, il nomade di origine serba ha risposto all'unica domanda che gli e' stata posta ''vuole essere consegnato all'autorita' giudiziaria italiana?'' con un ''si'''. Ci vorranno probabilmente ancora alcuni giorni, forse anche una decina, prima che Goico venga estradato in Italia in base al mandato di arresto europeo chiesto dal pm di Milano Mauro Clerici, per essere interrogato dal gip Giuseppe Vanore. Non appena rientrera' a Milano e' certo che la difesa 'giochera' la carta' della minore eta' chiedendo una radiografia ossea e soprattutto il recupero del certificato di nascita.
Da quanto si e' saputo, comunque, anche gli inquirenti, che ovviamente hanno in mano molti elementi per attribuire responsabilita' nell'omicidio a Goico (dalle testimonianze alle intercettazioni), hanno intenzione di compiere tutti gli accertamenti necessari per verificare la maggiore eta' del nomade. Per la sua famiglia il giovane si chiamerebbe Goico Nicolic e sarebbe nato a Parigi, mentre la madre si trovava in carcere, e avrebbe preso il cognome proprio dalla madre, in mancanza in quel momento del padre e secondo un'usanza serba. Goico Jovanovic, invece, sarebbe il fratello che avrebbe preso il cognome dal padre. E Goico Jovanovic sarebbe anche uno degli 'alias' usati del ragazzo arrestato, e fornito da lui anche oggi, assieme ad altri documenti falsi di cui dispone attestanti un'altra diversa identita', nell'udienza davanti ai magistrati ungheresi.
Intanto, le indagini degli inquirenti si concentrano sull'uomo che ha favorito la fuga di Goico: non il giovane che era a bordo del Suv con lui, ancora ricercato, ma un altro soggetto che ha pianificato la rete di contatti e appoggi per la fuga. Le indagini congiunte di Polizia di Stato e Polizia locale poi si stanno ampliando. Non si tratterebbe piu', infatti, solo di stabilire eventuali complicita', ma di capire se a provocare una simile ferocia, che ha portato all'investimento volontario dell'agente, sia stato qualche losco affare che era in corso al momento. E di conseguenza se siano ravvisabili altri estremi di reato, e quante eventuali persone coinvolgano.
